giovedì 23 giugno 2016

La casa dei ricordi perduti



Come passare le giornate tra scartoffie, libri, polvere, giardino, orto, spesa e sopravvivere...

Di tanto in tanto leggo quello che fanno gli altri disoccupati, in fondo faccio parte di quella categoria, anche se al momento sono una privilegiata. Ho una casetta ancora da sistemare, ora sono nella fase "disinfestazione tarli", dopo quella delle formiche, tarme e compagnia bella. Diciamo che vivere tra legno, alberi, senza dimenticare la statale, non è un'impresa semplice. I mobili antichi andrebbero restaurati, c'è poco da fare! Sto sistemando la famosa stanza "pericolosa", la famiglia di mio marito conservava tutto: cartoline, ricami, bigliettini, santini, spilline, stoffe, libricini, preghiere e lettere. Un mondo epistolare che racchiude stralci di vita: aspirazioni (poche), educazione, incertezze, raccomandazioni, paure, lavoro, amicizia. Non ci sono romanzi, libri di storia che riescano a raccontare o a trasportare così lontano come quelle parole, scritte in modo pulito, con calligrafie armoniose, gentili, colme di speranze e sogni, ma al contempo castigate.
Con tutta probabilità i miei parenti erano mezzi analfabeti, mentre quelli di mio marito sapevano mettere più di due parole in croce.
Così, la zia lontana, che per educazione chiamerò Elisabetta, conservava qualsiasi cosa.
Elisabetta ha sorelle, una migliore amica, una maestra che la adora e due uomini innamorati di lei. 
Eppure, forse per la famiglia, forse per scelta, è rimasta nubile, e per più di mezzo secolo, fino alla fine, ha custodito gelosamente quelle lettere dentro le loro buste. Avrà pianto? Sperato? Amato? Non lo sapremo mai, sempre che io non trovi qualcos'altro.
Riccardo, il primo, è seccante. Chiede di impalmare Elisabetta, che sorprendentemente declina. Dalle lettere si evince che Riccardo, indispettito, vuole conoscere il motivo di tale affronto, anzi, suggerisce di far delle ricerche sulla sua persona, giacché è facoltoso e rispettato dai vicini. Insospettito che il rifiuto provenga dalla famiglia di lei, insiste nel conoscere la cagione e di rimando continua ad inviare al padre di Elisabetta olio e vino. Ora, non si sa bene come, il Riccardo delle lettere potrebbe aver sposato una delle sorelle di Elisabetta. Le ricerche continuano...
Leonardo, invece, è quel tipo d'uomo che si trova nei romanzi ROMANTICI, con la R maiuscola. Le sue lettere sono colme di amore, poesia, languore. Leonardo è un fiume in piena: incanta, appassiona, rapisce. Tra il 1921 e 1922 i due amoreggiano, almeno si evince dall'espressione di lui "fare l'amore", che non significa far "sesso", anzi, Elisabetta è casta, timorata di DIO, obbediente e "sottomessa". Ed è quello che le hanno insegnato, perfino il giorno del suo diciottesimo compleanno, colei che le fu maestra le dice di prestare attenzione, ponendo l'accento sulla malvagità del mondo, augurandole di rimanere buona, obbediente e sottomessa.
L'ultima lettera di Leonardo, scritta il 7 marzo del 1922, è composta da poche righe:

......... eppur ho ancora speranza.
Saluti cari

Leonardo

Attraverso queste lettere si viene a conoscenza di un mondo dove l'espressione "casa e chiesa" la fa da padrone, eppure trabocca di umanità: la sorella si annoia per le giornate lente scandite da studio, messe (due al giorno, una alle sette del mattino, una alle cinque di sera) e lavoro; la compagna di classe sente la mancanza di casa; l'amica rimpiange i tempi in cui studiavano assieme. Di Elisabetta si sa poco. Ama leggere, acquista stoffe prestampate per ricamare, cartoline colorate, quadretti. Conserva gelosamente tutti i piccoli doni di carta, che noi chiameremo origami, fatti dalle sorelle e amiche. E' studiata, a dispetto delle donne della sua epoca lavora, fa l'insegnante. 

Non riesco a non pensare a Leonardo e alle sue parole per Lei. 

Come al solito ho preso un'altra strada, oggi volevo parlare del mondo dei disoccupati, e vabbeh, sarà per un'altra volta.

Saluti dalla casa dei ricordi perduti

I nomi sono inventati, la storia è vera!

martedì 14 giugno 2016

Le ragioni - dove lo stato non c'è - se questo è un uomo!


I fiori sprigionano profumi, donano emozioni. Ogni odore ci rimanda ad una storia, ad un preciso momento della nostra vita. I glicini ci ricordano quando succhiavamo il loro nettare, oggi non si usa più.
Ai bambini bisognerebbe insegnare il giardinaggio. Le cose belle arricchiscono, nutrono l'anima. Contemplare una rosa, coglierne l'essenza...
Meravigliarsi per un petalo, per le distese di frumento e papaveri. Assaporare il vento che accarezza le foglie, l'erba, il viso. Sì, ai bambini si dovrebbe insegnare lo stupore. Forse, da adulti non litigherebbero per un dio che promette inferni e paradisi, non additerebbero, giudicherebbero, ammazzerebbero. 
La caduta del muro, la Glasnost, tutti i Band Aid ci facevano pensare ad un futuro migliore. Non siamo stati in grado di "ricostruirlo" e incolpiamo gli altri.
Certo, gli stati non ci proteggono, non difendono la cultura e la democrazia del territorio. Le donne, anche nel 2016, valgono poco. Le aggressioni con acido aumentano, pratica assorbita "dall'esterno". Impariamo dai peggiori!


Oggi ci si ammazza per l'avanzata del nulla. Un vuoto cosmico senza principi, onori, regole. Abbiamo  perso in partenza. Il nostro retaggio culturale non consente l'autodifesa, i politici per comodità e opportunismo non muovono un dito, e quando lo fanno è già tardi. La mancanza di giustizia crea disagio, ignoranza, sporcizia, povertà, delinquenza, razzismo. Non è vero che non esistono leggi, il problema è che vengono applicate alla lettera. Cavilli, burocrazia, imbecillità padroneggiano nelle aule di tribunale.
Se arriva un malcapitato non hai scampo.
A) Ti lasci picchiare/violentare, derubare.
B) Ti difendi e finisci nei guai.
C) Ti difendi e forse non finisci nei guai. Forse.
Se il delinquente viene morso dal tuo cane, il giorno dopo ti becchi una denuncia! Se uccidi per legittima difesa, verrà fuori che tanto legittima non era. Ti picchiava a mani nude e hai usato un coltello? Non va bene! Aveva un coltello e hai usato una pistola? Non va bene! Aveva tra le mani un vaso e hai utilizzato un mappamondo? Non va bene! 
Per omicidio non esiste l'ergastolo, per un po' di acido e violenza sessuale forse qualche anno di galera. 
Non ci si può fidare nemmeno dei servizi segreti. Voglio dire, nella mia vita, per lavoro, ho conosciuto stranieri con il nome e cognome stravolti... scritti male. Di tanto in tanto viene fuori la notiziona "profugo rispedito al mittente per documenti non validi". Ma dai? Ora, mi domando come si possa difendere un territorio se manco sappiamo chi o cosa entri in Europa.
Non c'è disciplina, ordine, educazione, pulizia. Non si danno multe se qualcuno getta una carta per terra, per le troppe merde dei cani. Non si controllano i gruppetti seduti sulle panchine, non ci alziamo in bus, metropolitana, tram per cedere il posto a chi ne ha più bisogno. Utilizziamo le auto per fare dieci metri, sporchiamo, inquiniamo e malediciamo lo stato che non pulisce i marciapiedi, ma col cavolo che puliamo dinanzi la nostra abitazione, deve farlo qualcun altro! Se il vicino fa rumore bisogna portare pazienza, non ci sono soluzioni. Nemmeno se vi trema la casa i vigili/carabinieri muovono un dito, sempre che non abbiate subito un danno.
L'ingiustizia ciba l'odio, il rancore, l'invidia, l'ignoranza. Non ci sono multe per i quartieri degradati, non ci sono multe o rimborsi per lo sporco, l'abbandono, l'imbecillità umana. I musei sono vuoti, quelli che accolgono i turisti appartengono alle grandi città. A scuola la storia si insegna così tanto per fare. Abbiamo strade, marciapiedi rotti, fiumi sporchi, sporcizia, droga, prostituzione! E non vedo rivoluzioni, scese in piazza, petizioni. Andiamo in TV a frignare per ogni mal torto, senza cercare di risolvere quella condizione. E infine, per non farci mancare nulla, litighiamo tra noi. Litighiamo per politica, cibo, religione, passioni. Non puoi esprimere un parere, un giudizio, un'idea che cade sempre la censura, il fraintendimento. Come hai osato? Come ti sei permessa di dire questa cosa? Cosa intendevi dire?
Se sei animista, agnostica come me, se credi che il mondo sia pervaso di energia, in poche parole se credi che esista qualcosa, sei fottuto! Dio o è masculo o è femmina, e non ci sono ragioni che tengano! Anzi, la ragione è sempre loro! E gliela lascio volentieri!
Del resto sono una senza principi, mi piacerebbe che il mondo fosse migliore, ma rimango una poveraccia senza principi.
A me il velo fa venire i brividi, in quanto femminista, ma va da sé che a scuola bisognerebbe insegnare come la donna si sia evoluta nel mondo occidentale: il diritto di voto, il delitto d'onore, l'aborto, il divorzio... 
Si dovrebbe insegnare perfino il Malleus Maleficarum, anche se alimenterebbe tante scalmanate. Già le vedo!
Oggi bisogna stare attenti a parlare, sei islamista se parli bene dei loro paesi: Marocco, Tunisia, Egitto e Giordania (come ospitalità mi sono trovata bene solo in Tunisia)... Sei antislamico se osi dire qualcosa sull'integralismo, il fondamentalismo, l'Isis e il velo di cui sopra. Ho un'idiosincrasia che devo fare?
Se dici che gli zingari rubano, il che è vero, sei razzista! Se dici che abbiamo aperto troppo presto le frontiere a certi cittadini comunitari, che vengono a delinquere, sei razzista! Sei buonista se parli con un serbo, sei razzista se accusi un rumeno! Oggi, litighiamo tra noi, senza venire a capo di nulla.
Non difendiamo le nostre usanze, permettiamo che tolgano il Natale, i canti, le preghierine e le croci, che a me possono pure interessare poco ma sono, se andiamo a guardare bene, le radici della nostra stramaledetta cultura! 
E poi si parla di coerenza, quale? Mi sono sposata due volte e per ben due volte non in chiesa. A me non pare che qualcuno scenda in piazza per difendere la propria religione, il territorio, la cultura. Non mi pare che gli stati, il papa, i politici facciano qualcosa. E allora, visto che non esiste giustizia, visto che sparliamo del nostro paese, soprattutto quando non siamo a casa nostra, visto che siamo degli apatici, permissivi, lassisti, che perfino quando lavoriamo (non io) scriviamo su Facebook o/e Twitter (e rompiamo con la crisi!) abbiamo già perso in partenza.
Tra parentesi sei sono i milioni di ebrei uccisi, e SOLTANTO una decina di milioni gli uomini massacrati in Congo. 



A scuola certe cose non si insegnano... gli insegnanti scrivono libri e magari parlano di comunismo. 

Se si insegnasse la bellezza, i ragazzini smetterebbero di correre dietro falsi miti, il mondo non si dedicherebbe alla sporcizia, al litigio, alle guerre. Forse, se si insegnasse fin da piccoli le meraviglie racchiuse in un fiore, il bimbo, poi adulto, non avrebbe il coraggio di fare del male! Forse.

Cartolina 1913 - USA
Non si fa il proprio dovere perché qualcuno ci dica grazie… lo si fa per principio, per se stessi, per la propria dignità

Se dici la tua sul Vaticano, sulla Chiesa Cattolica, sui Papa, sulla Madonna, su Gesù, sui Santi, non ti succede nulla. Ma se fai lo stesso con l’Islam, col Corano, con Maometto, coi figli di Allah, diventi razzista e xenofobo e blasfemo e compi una discriminazione razziale.

Oriana Fallaci 

Nell'Islam non esistono costrizioni. Nessuno ha il diritto di obbligarvi a dire preghiere, né Dio né vostro padre. Quindi siete liberi, pensateci; la cosa fondamentale è non rubare, non mentire, non picchiare chi è debole e chi è malato, non tradire, non calunniare chi non ha fatto nulla, non maltrattare i propri genitori e soprattutto non commettere ingiustizie.

Tahar Ben Jelloun

Se hai ragione non hai bisogno di gridare.

Proverbio Zen



Casa nostra. Non sono riuscita a trovare una foto decente in rete. Spesso dico a mio marito che la nostra casa somiglia a quella dei Barbapapà. L'inquinamento è a due passi da casa.