venerdì 11 novembre 2016

Shhhhh


Mi ero ripromessa tante cose. Si sono ammassate le une sulle altre, a ricordarmi che il tempo inganna. Scioglie.
Mi piacciono le stagioni. Scivolano nonostante tutto. Ed è il nonostante che fa la differenza.
A volte ci sorprendiamo delle nostre mancanze. Ci mancano le buone maniere, le sorprese, gli ideali. Mi ero ripromessa che avrei fotografato qualsiasi cosa, che avrei parlato di luoghi, che avrei sentito, ascoltato e rispettato "gli altri". E ancora una volta è accaduto di tutto: capriole, capitomboli, cadute e salti in aria. Sono sempre stata un'attrice dei propri drammi. Non nego una certa invidia per le altrui ispirazioni, serenità e sorrisi (pre)stampati sulla faccia. In fondo, amo che mi si dia della MISANTROPA, la parola stessa ha un pessimo suono. Distoglie l'attenzione dalle banalità. L'indifferenza è una cattiva abitudine. Mi annoia. 

Erto

Casso
Sapete, mi incuriosiscono le storie sugli spettri, fantasmi e cose del genere. Castelli infestati, contaminati da presenze non ben definite. In fondo, strizziamo l'occhio al passato per assicurarci un posto nel futuro. Al presente ci si pensa poco. 


Erto
Mi piacciono quei paesi arroccati sui monti. Odorano di funghi. Nel loro abbandono si cela l'inganno dell'uomo. Dimenticati, ignorati, sepolti sotto anni di progresso. Nella loro incuria celebriamo la nostra cultura, (ri)scoperta, economia. Un'orgia di sapere che si sposa malamente con noi, e fingiamo che non sia così. Altri tempi. E sugli altri tempi ci sarebbero tante cose da dire. Del resto, Wilde diceva che chi ama la campagna vive in città. Non nego la malinconia. Sì, amo crogiolarmi negli antichi saperi, di cui francamente so poco.


Contrà Pagani, Lessinia

Rio Freddo
Sorrido, ma non vi offendete, quando la GRANDE MADRE si nasconde dietro ad una candela, un libro vicino ad un fuoco o ad una pietra bucata, di cui non si conosce la provenienza. Culti ritrovati, adorati, trascritti in rete, come se l'essenza fosse qualcosa da spiegare. Ah sì, la storia. Bla bla bla, e ancora bla bla bla, nuovi intellettuali che si cimentano nel sapere e si vantano ovunque e in qualsiasi modo, perché c'è sempre quello/a che ne sa di più, e te lo deve dire. Probabilmente si finirà col vivere come uno di quei personaggi di Black Mirror.
E ho pure sperato in un mondo migliore, meno "fanatico" e alla moda. Io sono tra quelle che stimano Natasa  per la sua "cerca", Rossella per il suo cuore di ragno, Jessica per la sua allegria e Silvia perché credo, spiritualmente parlando, sia come me. Non ho le vostre certezze, non amo la parola "religione" e non voglio essere inserita in qualche categoria, lista, gruppo o/e fan club. Sono tra quelle che accendono una candela in chiesa, ma non vedono una messa da trenta anni, sono tra quelle che parlano con le divinità, ma non si sposano in chiesa. Ho studiato le religioni,  ho pure scritto un saggio. Non sentirete parlare del mio credo, giacché è PER ME un fatto intimo, privato e non secondario.



Attraverso le stagioni si compie un ciclo naturale. Colgo il battito rallentato del bosco. Respiro le venature delle foglie, le sento sbriciolarsi come patatine sotto i miei piedi. I colori dell'autunno ridipingono l'anima, e non necessitano di interpretazioni.





AUTUNNO

E' l'essenza stessa del colore, l'estasi della terra, il mormorare muto della corteccia. L'ultimo fuoco dell'anno. E' come se la natura, prima di addormentarsi, facesse un grande falò. Castagne, bacche, funghi. Elfi e fate... tutti in fila sotto gli alberi, per la cerimonia finale. E tra le foglie ci si sente colti da una particolare sensazione, sopraffatti da qualcosa di assolutamente perfetto. Lineare.
Le persone potrebbero camminarmi attraverso e  continuerei a percepire il momento della "caduta", il tempo che rallenta. E conserverò queste giornate in un angolo remoto della mente, come un dono, che io possa annusare, ascoltare, toccare, sentire e gustare in qualsiasi momento.
E' come se la natura avesse disegnato un grande cerchio. E qua o là metterò da parte queste sensazioni. Costringendomi ad una danza prolungata. Attrice e spettatrice della narrazione.