martedì 14 marzo 2017

Radici

Ed ecco la fatica.
Sono ancora quella che utilizza la vanga e la zappa. Qui non ci sono meraviglie, solo piccoli gioielli quotidiani. Indicazioni, libri sul giardinaggio, corsi e consigli. Sogni, probabilmente prodigi.



Talvolta penso a Maria Sibylla Merian o a Valentina e al suo lavoro. Non lo faccio per professione. Il mio è un piccolo grande hobby. C'è il terreno, ma manca la terra buona e il clima giusto. E le meraviglia hanno bisogno di bellezza e forse di un'altra età. Sto ancora imparando, e ho 45 anni.


Non dico che chi non lavora la terra non sappia amare la natura. Penso che ci sia molto romanticismo a riguardo. L'edera, per quanto sia bella, uccide gli alberi. E poi, si sa, ci sono: le lumache, le cavolaie, gli afidi, le cimici, i funghi.

Sarò sempre dalla parte di Christopher Mccandless e non smetterò di leggere la mia bibbia: Camminare di David Henry Thoreau.

Sono le cose semplici che cambiano il mondo, tutto il resto è "Voglia di protagonismo". 

Albicocco in fiore. Quest'anno ho fatto potare gli alberi da frutto... di brutto! Uno dei prossimi lavori sarà togliere tutta quell'edera dagli alberi (laggiù), non so se mi spiego.

Vivere vicino ad un apicoltore è una fortuna. Le api sciamano tra gli alberi, sui fiori, vengono a bere l'acqua piovana, raccolta appositamente per l'orto.

Sacca del polline
Tutto ha un suo equilibrio. Un ruolo.

Probabile parassita del melo. Non è la cocciniglia.

Larva della famiglia dei coleotteri


costruzione dell'orto. Da una mia idea... ;)

Questo è il campo dei vicini. Credo non ci siano paragoni.
Ho vissuto per più di 20 anni in un quartiere popolare, ex residenziale (storia lunga) e altri 20 in un condominio composto da 20 famiglie. Fino ad oggi non ho mai avuto un orto, un terrazzino, balconcino ecc. La casa in cui vivevo era piccola e "buia", le piante morivano, bamboo a parte. Oggi, grazie a mio marito, mi ritrovo a "custodire" un pezzo di terra. In molti pensano che sia una fortuna, ed infatti talvolta attiriamo curiosi, cacciatori e ladri di "attrezzi" (ci hanno rubato un trattorino) manco fossimo ricchi. Magari avessimo: un giardiniere, un apicoltore, un contadino e... un cuoco... ahahahah
No, non mi lamento. A volte c'è tanto romanticismo. Quando hai la fortuna di "possedere" qualcosa devi curarla, apprezzarla, mantenerla, amarla. Pulire il boschetto dai rami, far portare via la legna o tagliarla, tagliare l'erba e la siepe, pulire il marciapiede, togliere l'edera, dar da bere ai fiori e all'orto. Insomma, c'è sempre qualcosa da fare, e con l'edera non siamo stati bravi. Diciamo che è arrivata la tedesca (io).
Non voglio insegnare nulla, anzi, ho tanto da imparare e sono abbastanza maldestra. Sarei nata per organizzare i lavori (un po' era il mio mestiere), ricordare le scadenze e osservare. Ho molta memoria (e per fortuna), nonostante sia ripetitiva ;).

Dal boschetto
Nel boschetto vivono le api selvatiche... 




Dal giardino
Radice di Tarassaco
Non so come la gente non capisca "il linguaggio della natura". Se si riuscisse a coglierne la bellezza, il lato "selvaggio", a comprendere che "non è una passeggiata", forse a questo mondo ci sarebbe più rispetto....

Continua... con altre foto, sogni e speranze.

***

Questo post lo dedico a:

Stefano
Niviene che conosce i passi delle fate
Valentina che sa ascoltare il linguaggio delle api

3 commenti:

  1. Grazie per la dedica <3
    Che meraviglia le tue foto!!!! Rendi bello anche il parassita.
    È vero, molti pensano che coltivare la terra sia facile. Io ricordo i racconti di mia madre, che era cresciuta in fattoria e mi spiegava quanto era duro il lavoro che portava ad avere un raccolto. La terra, anche se solo di un orto, va lavorata.

    Quando ho visto quella radice di tarassaco ho pensato "ecco la streghina che conosco". Hai un pezzo di magia fuori dalla tua porta, dove puoi vivere un ecosistema, osservarlo, curarlo, studiarlo, capirlo. Per una streghina come te, credo che tu abbia trovato lì una tua dimensione.
    :****

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  2. Complimenti per il blog e per le foto Simona
    Maurizio

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  3. Sempre più ammirata (lo so sto andando a ritroso, scusa!) a maggior ragione perché hai cominciato da poco :) Nutro una profonda ammirazione per i mestieri del contadino, dell'allevatore, del produttore caseario o norcino, dell'apicoltore... sono lavori duri che non conoscono mai riposo o vacanze, ma credo veramente che si sviluppi un legame tutto diverso con la terra. Negli ultimi decenni e ancora di più negli ultimi anni c'è una sorta di ritorno alla terra che trovo bellissimo, ogni tanto fantastico di poterlo fare anche io in futuro, magari per vivere (ho la fissa di voler fare formaggi, va be'), ma ci vuole tanta costanza per apprendere e tanto sacrificio per farlo funzionare :)

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