martedì 2 maggio 2017

Sulla ricchezza e altre storie

Talvolta "possedere" è sinonimo di imminenti catastrofi. Non mi piacciono le discussioni ereditarie, quelle in cui c'è una persona pronta a seppellirne un'altra per: ripicca, invidia e "braccio di ferro". Ci si scanna per pochi spiccioli o per divisioni di case, anche quando il bisogno non c'è.
Ed è vero il detto "signori si nasce, non si diventa". Io, a dirla tutta, non mi ci ritrovo nei panni della "signora", e non nascondo il disprezzo verso le bassezze. Anche in rete ti ritrovi dinanzi a personcine che sputano sentenze e contemporaneamente si fanno i selfie dinanzi a macchinoni o a case dal giardino fiorito. Come a dire che la ricchezza è sinonimo di bellezza. 
Anche quando credi di aver raggiunto la stabilità economica, che non vuol dire abbassare la guardia, c'è sempre qualche parente o amico invidioso. E se dall'amico ti puoi allontanare, il parente si siede sulla riva del fiume e aspetta. 
A me dispiace constatare che in fondo l'amore per le piccole cose non è per tutti. Mi rendo conto che puntando alla luna, molti guardino il dito.

Jack London e altre storie 


Jack London
Sono goffa. Cammino molto, non è un mistero, ma sulle pietre ho la grazia di un elefante. Mi piacciono gli alberi, impazzisco per i fiori, i sentieri, il vento che parla attraverso i rami... forse sono i rami che sussurrano poesie al vento. In ogni caso, non sono una di quelle personcine sportive con i bastoncini, la tuta tecnica. A 1400 metri sul livello del mare si può passeggiare tranquillamente con jeans, maglione, giubbotto, sciarpa e scarpe comode. Non so se Jack London concorderebbe, tuttavia, senza allenamento, l'altro giorno ho camminato per più di cinque ore. Se le persone riuscissero ad apprezzare le piccole gioie della natura e lo sforzo che si fa per preservarla, forse non ci scannerebbe per qualsiasi cosa. 


Jack London
Jack era un tipetto generoso, certo un tantinello maschilista, contraddittorio e con qualche vizio di troppo. La vita, lui, se l'è bevuta tutta. Amava la natura, quella vera, l'avventura, il rischio e i soldi. Soldi che guadagnava e spendeva per sé e per gli altri.
Acquista una fattoria, in cui la natura ha il sopravvento, una barca per salpare nei mari selvaggi. Un giorno pescatore clandestino di ostriche, cacciatore di foche, un altro giorno cercatore di oro, scrittore. 
Oggi, più di ieri, si è attratti dalle mode, dalle cose, dal danaro. A me, invece, colpiscono i sognatori. Mi cibo di racconti e di storie altrui. 


Christopher McCandless
Jack influenzò Christopher McCandless, e, nonostante la fine tragica, mi sono chiesta più volte cosa voglia dire immergersi realmente nella natura. Donald Crowhurst per salvare la famiglia e l'attività commerciale decise di partecipare alla Golden Globe Race, una regata in solitaria senza scalo intorno al mondo. A quella competizione parteciparono navigatori esperti, come Moitessier, eppure Donald, velista per caso, si lanciò anima e corpo in quell'impresa. Ad un certo punto della storia, quando le cose iniziarono ad andare male, il nostro "eroe" dette false posizioni alla giuria, mentre a terra lo acclamavano come probabile vincitore. Il circo mediatico lo assediava. Donald voleva salvare la faccia, la pelle e soprattutto la famiglia e morì. 


Donald Crowhurst
London amava i soldi, quelli gli servivano per esaudire i suoi desideri e per aiutare chi gli stava vicino, McCandless, ispirato dai suoi viaggi, lasciò documenti e danaro per "succhiare il midollo della vita" e Crovhurst, per mancanza di soldi, andò a fondo inseguendo una speranza. Per ironia della sorte non fu la natura ad uccidere Jack London. Tutti e tre morirono giovani: Jack London aveva quarant'anni, Donald Crowhurst ne aveva 37 e Christopher McCandless 24.


Bernard Moitessier
Nella stessa regata, in cui perì Donald, Bernard Moitessier, una volta recuperato terreno sui suoi avversari, girò la prua e riprese i mari del sud per ripercorrere un altro mezzo giro del mondo. Attraccò nelle isole del Pacifico e mandò al diavolo la competizione. A volte, la vita è semplicemente questo: IL VIAGGIO. Il resto non lo possiamo portare nella tomba!


Robin Knox-Johnston
Ora, non voglio dire che bisogna morire giovani per assaporare le gioie della "vita", anzi. Se solo traessimo lezione da certi racconti non avremmo bisogno di cose, soprattutto altrui. Ah, la Golden Globe Race fu vinta da Robin Knox-Johnston che donò le 5000 sterline del premio alla famiglia di Donald Crowhurst!

17 commenti:

  1. Ciao Simona, che belli i tuoi post, sempre così interessanti, mai banali...è un vero piacere leggerli!
    Un caro saluto
    Carmen

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    1. Grazie. Sono contenta che ti sia piaciuto il post. A presto

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  2. ciao Simona, grazie per il tuo commento e per gli auguri e mi unisco ai tuoi followers molto volentieri! Mi piace tantissimo quello che scrivi...sono anch'io una sognatrice. Ti abbraccio Lory

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    1. Grazie sei gentile! Se sei una sognatrice... allora mi capisci... Un abbraccio

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  3. Invidio le persone che hanno questo coraggio, di buttarsi nella vita anche se significa vivere un solo giorno da leoni invece di cento da agnelli.
    Io so che al loro posto sarei morta in pochi giorni.
    Concordo con le tue considerazioni generali iniziali.
    :***

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    1. Idem. Anch'io durerei poco in mezzo alla natura selvaggia, però ne sono attratta e mi piace leggere questo tipo di storie.
      :*

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  4. Ci conosciamo da poco, ma tu sai che condivido con te l'amore per le piccole cose e la natura. Mi è piaciuto leggere questa tua riflessione, l'ho trovata vera, interessante e coinvolgente. Mi è piaciuto immensamente il film "Into the wild", che narra la storia di Christopher così triste e allo stesso tempo così "rasserenante" nelle sue atmosfere e paesaggi sconfinati. Ma pure scoprire le storie che hai citato e seguire il filo di questo viaggio...

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    1. Sì Beta, sai trasmettere l'amore per le piccole cose ;). Grazie per i complimenti e sono contenta che ti sia piaciuto il post.

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  5. Condoglianze vivissime. So cosa si prova a perdere qualcuno che si ama. Non deve essere semplice. Quando qualcuno che si ama muore, e, oltre al lutto, si deve avere a che spartire con sciacalli è cosa anche peggiore. Spero che lo spirito del defunto aiuti queste persone materialiste ad avere pace e rispetto per la sua vita terrena. Spesso, si calpestano cose, o volontà che erano molto importanti per il dipartito, e sicuramente si viola la sacralità di una vita. Coraggio.

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    1. Ti ringrazio e prendo le "condoglianze" come buona fortuna. In verità non è morto nessuno e mi auguro che durino fino a 100 anni. Gli sciacalli o gli invidiosi ti uccidono prima 😉. In ogni caso, il fraintendimento è colpa mia.

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    2. Bene allora, l'aver letto di eredità mi aveva fuorviato. Non è mai cosa buona parlare degli averi che le persone lasceranno, con le anime ancora in vita. Non per ragioni scaramantiche, sia chiaro.
      Buona lunga vita a tutti allora. Senza litigi, e fatta di pace e distacco dalle cose materiali, che ci inaridiscono solamente.

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    3. Concordo con quanto hai scritto!!! Grazie e buona vita anche a te! ☺

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  6. Mi sento di scrivere un altro commento, poi non mi intrometterò ulteriormente, le persone, a volte usano le cose per comunicare disagi, usano gli oggetti, il possesso delle cose diventa un modo per esprimere amore, o disagio, o voglia di prevaricare, semplicemente da lì si evincono problematiche di personalità. Impossessarsi di un oggetto diventa un oggetto di poco conto, o di grande valore affettivo, diventa un modo per comunicare avarizia, mancanza affettiva e reale sicurezza in se stessi. Credo che tutto ciò, soprattutto quando a mancare sono persone care, si manifesti con più impeto. Sarebbe sempre bene rispettare i voleri delle persone che vengono a mancare, e lasciare che le cose avvengano nel rispetto anche dei sentimenti altrui. Io non so chi siano le persone di cui tu hai parlato nell'incipit, ma se sono persone a te care, che ami sinceramente, come i tuoi genitori o nonni - se hai la fortuna di averli - ma sappi che sarebbero forse tristi o contrariati a sapere che, ancora prima di lasciare la vita terrena, esistono già dissapori e asti, e che tutte quelle insicurezze personali, competizioni sciocche che spesso, senza ragione apparente, subentrano tra fratelli, cugini, e zii. Se per te non hanno importanza affettiva, lascia alle cose il valore di cose. Altrimenti, rischi di metterti tu stessa in un vortice di competizione che non credo ti si addica. Buona vita!

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  7. Perdonami, ma il post parla d'altro ed è un po' più profondo. Non sono materialista né una che cerca la competizione. Il mio incipit prende spunto da quello che mi circonda, non sono io quella che parla di eredità, ma certe personcine esistono e seminano vento. Il senso di quello che ho scritto è "l'amore per la vita". Punto. In ogni caso, non tornerò sull'argomento, perché primo non è morto nessuno, secondo non ho nulla da dire.

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  8. Ho letto ora il tuo post! Mi sei mancata......

    Baci
    Sara

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  9. Che bellissime storie, provo simpatia e invidia per loro...
    Grazie per questo posto bellissimo.

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  10. Questo post è spettacolare, come le racconti tu le cose veramente nessuno :)

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