lunedì 18 dicembre 2017

Storie di fine anno



Clementina Lady Hawarden (1822-1865) - fotografa inglese

Clementina è morta a quarantadue anni. Certo, questa notizia non fa "Natale", in ogni caso, non posso fingere e blaterare "quanto vorrei vivere nell'epoca Vittoriana". Ora, di Clementina non si sa quasi nulla: aveva otto figli, era di buona famiglia e fotografava, soprattutto le figlie. Probabilmente ad ucciderla è stata la sua passione, fatta di sostanze chimiche e particelle per imprigionare il tempo: nitrato d'argento e collodio. 
Clementina spostava i mobili per donarci una "messa in scena" teatrale, quella che ci fa esclamare: "Quanto è figo vivere nell'ottocento!".

Elizabeth Jane Cochran (1864-1922) - giornalista statunitense

Elizabeth è morta a cinquantotto anni, di polmonite come Clementina, tuttavia ha avuto una vita piena, costruita sulla testardaggine. Elizabeth è famosa per il suo giro del mondo in soli 72 giorni, imitando il protagonista del romanzo di Verne ne "Il giro del mondo in ottanta giorni". Questa cosa mi fa sprofondare, come al solito, nel mare dell'immaginazione, tra mongolfiere, scafandri e dirigibili rischio di perdere il filo del discorso. Dove ero rimasta? Ah sì, Elizabeth Jane Cochran, come altre protagoniste di quel tempo, era reduce da un'infanzia e un'adolescenza pesanti. Ad ogni modo, non si perse d'animo e con lo pseudonimo di Nellie Bly diventò una giornalista investigatrice. Scrisse sui bambini non desiderati, sulla vita delle operaie, sugli istituti di carità e sul lavoro delle domestiche. Sotto copertura sfidò l'insensibilità dell'epoca, e da infiltrata vide con i propri occhi la crudeltà di un sanatorio femminile, Women's Lunatic Asylum. Bastava essere straniera, ripudiata e povera per finire internata. Come Nellie Bly raccontò di stanze congelate, di acqua ghiacciata, di vasche sporche, di celle sovraffollate (il manicomio conteneva più di milleseicento donne), di cibo andato a male, di maltrattamenti e disumanità. Grazie a lei aumentarono le sovvenzioni per il sanatorio femminile.


Noi donne, e non parlo delle giovani di oggi, abbiamo seguito un certo tipo di letteratura, che fatalità è stata scritta dal gentil sesso: "Anna dai capelli rossi" di Lucy Maud Montgomery (1874-1942); "Il giardino segreto" di Frances Hodgson Burnett (1849-1924), "Piccole donne" di Louisa May Alcott (1832-1888), "Pollyanna" di Eleanor Hodgman Porter (1868-1920), "Heidi" di Johanna Louise Spyri (1868-1920), "La primula rossa" di Emma Orczy (1865-1947), "Pattini d'argento" di Mary Mapes Dodge (1831-1905) ecc.

Per chiudere l'anno, oltre alle precedenti, vorrei ricordare:

- la scrittrice statunitense Harper Lee (1926-2016) per "Il buio oltre la siepe". Lo scrittore J. R. Lansdale deve molto alla signora Lee.

- L'inaffondabile Margaret Brown (1867-1932). Purtroppo ho visto la sua casa da fuori (Denver) e non sono riuscita a visitare gli interni.

- Colei che mi ha fatto sognare con Poirot, tra Nilo e Orient Express: Agatha Christie.

E oggi? Beh oggi ci sono le James – quella delle sfumature, le Meyer, le Rowling, le Kinsella, le Fielding, le Lackberg ecc.
Altre volte: Allende, Lois Lowry, Atwood (e non parlo solo de “Il racconto dell’ancella” che va tanto di moda) e naturalmente tutte le Yourcenar e le Duras che mi hanno fatta crescere.
I libri vanno presi per quello che sono: pomposi, noiosi, boriosi, allegri, vanesi, sempliciotti. A volte ci fanno sognare, altre volte pensare. Ci sarà sempre quello che preferirà Ovidio ad Edgar Lee Masters.  
L’amore che ho per gli scrittori dell’ottocento è legato alle loro vite, ed è per questo che mi piace, ad esempio, il medioevo. Non mi soffermo sulle battaglie, le pestilenze, ma sui colori delle chiese, oggi sbiaditi, che un tempo sbalordivano i pellegrini. Sapere che Charlotte Bronte mette sé stessa in Jane Eyre, raccontando la sua esperienza negli istituti per l’infanzia, va oltre il romanzo. Quello che manca, spesso, alle scrittrici moderne è l’esperienza/la ricerca. E’ come dire che tutti possono scrivere senza aver vissuto. Banana Yoshimoto è diretta, sintetica, quasi fumettistica, perché fa parte della sua cultura.
Ha ragione Silvia (sempre lei) quando dice “devo leggerla perché è donna?”. Al di là che bisognerebbe leggere quel che ci pare, forse noi, donne e uomini, dovremmo comprendere che il successo centenario di Tolkien è dovuto al modo di raccontare. Ora, mi direte che le sfumature hanno un discreto successo, certo, anche i giornaletti da un penny lo avevano!

Buon Natale!


Ci si rivede a gennaio…

ps: mi scuso per gli errori, ma si sa sono brava a notare quelli degli altri e non amo rileggermi. 

martedì 12 dicembre 2017

Moskenesstraumen

Dove tutto tace


L'inverno è una coperta, un po' fredda, in cui gli animali trovano riparo. Immagino le lucertole e le formiche nelle loro tane. Addormentate, sotto il tepore della terra. Ed è così, penso, che gli sciamani crearono le storie, osservando. 
Vi ho mai parlato dei cinghiali della Siberia o dell'orso nella mitologia nordica?
Nei miti Inuit l'orso polare si unisce alla donna. Penso che alcune popolazioni ci percepissero come un tutt'uno con la Natura. Forse, mi dico, sono solo romanticherie.
Eppure a me piace pensare agli spettacolari funerali dei regnanti danesi, a quegli stendardi dorati, alle navi date alle fiamme, mentre scivolano nell'acqua, in un viaggio da cui non faranno  ritorno.
Sono sopraffatta dai nomi antichi come Gilgamesh, Peredur, Gefion. E capisco la follia di Ludwig, pure Ludwig è un bel nome. Sì, vorrei una sala del trono, possedere una nave e spingermi ai confini del mondo. Unirmi ai complottisti, scendere per ventimila leghe sotto i mari e inabissarmi tra creature e relitti.
Voglio trasformarmi in marmotta. Perdermi tra le praterie, nutrirmi di bacche, licheni. Mettere su famiglia, moltiplicarmi. Infilarmi in una tana.
Voglio trasformarmi in un capodoglio. Immergermi per quattrocento metri in profondità. Capovolgere le imbarcazioni. Spaventarvi con il mio soffio.
L'inverno è una brezza fredda in cui gli spiriti colorano i propri capelli con nuvole gonfie, ingrigite. Con un battito di ciglia si addormentano e proteggono le piccole creature. Ed è così che gli insetti si infilano nei nidi e lo scoiattolo si concede lunghe pennichelle.
Solo il cacciatore non dà tregua, e instancabile spara a qualsiasi cosa si muova. Il martin pescatore e l'airone cenerino si danno appuntamento sulla sponda del fiume. Infischiandosene allegramente del frastuono.
I leprotti sbucano ogni tanto nella campagna circostante, mentre le civette lasciano tracce del loro passaggio, senza farsi notare.
Ed ecco arrivare la tormenta.
I codirosso, le anatre, gli scriccioli svaniscono, risucchiati dalle fauci dell'inverno. 




Osservazione

Invidio coloro che si sanno vendere. E non è polemica, ironia o supponenza. Sono abbastanza grande da comprendere i confini. Eppure mi rendo conto che manca l'osservazione, quella che ci fa innamorare della natura, degli uomini, delle cose. L'arroganza ha sostituito ogni forma di comunicazione. Le persone non dubitano  del proprio talento, scritto o commento. Hanno smesso di osservare, di cercare.

E poi ci sono le uova azzurre.
Amo le domande, ancor di più le risposte. Rincorro le parole, ad esempio: giaciglio, guscio, bozzolo, zucca, conchiglia.
Ed è così che gli antichi crearono le storie, osservando!
Ogni cosa è illuminata, ce lo dicono i poeti, ce lo ricordano i cantanti, ce lo spiegano i filosofi. Eppure non osserviamo.
Le uova azzurre del codirosso sono speciali, piccole, colorate, vive. Nella mia vita ho rincorso ali, bruchi e fango. Mi sono innamorata di sogni e polvere di farfalle. Non ho studiato, questo è il mio più grande rammarico. 

Rami Kumu, nella mitologia Barasana (Amazzonia, per capirci), è una vergine che cambia pelle per mezzo di una zucca magica di cera d'api. Al mattino è giovane, la sera è vecchia. Rami Kumu è la donna sciamano, madre del cielo, custodisce il fuoco all'interno della sua vagina, mentre la sua urina è la pioggia. Inizialmente il mondo è fatto di rocce e desolazione, finché la donna sciamano non crea con l'argilla una placca per cuocervi il pane di manioca. La placca, diventata cielo, viene sostenuta da montagne, al di sopra della placca c'è lei, Rami Kumu. Poi, plasma sul lato orientale del mondo la porta dell'acqua, e man mano con essa inonda la terra. A questo punto l'acqua sale nella casa, e tutti gli oggetti che si trovano all'interno mutano in animali feroci, la vasca della birra di manioca diventa anaconda, un letto si trasforma in caimano, i piatti in pirana. Coloro che hanno costruito le canoe in legno di kahuu si salvano, rifugiandosi sulla cima di un monte. Poiché non c'è cibo, iniziano a nutrirsi l'un l'altro. E dopo l'inondazione, arriva la siccità e la terra prende fuoco. 
Rami Kumu, seppur senza marito, ingravida due ragazze e crea il popolo Ge.

Nei miti celtici la magia gioca un ruolo importante, i boschi, le fonti e i laghi sono considerati incantati, perché la Natura è essa stessa magia.  Non ci occorre spingerci a Broceliande per comprendere il mistero della mitologia irlandese. E' qui, a due passi da noi. In primavera i giardini si colorano. In estate migliaia di insetti invadono le aiuole e i cortili - non ci sono solo Apis Mellifera, vespe, mosche e zanzare -. In autunno le chiome degli alberi si infiammano. In inverno la terra si addormenta. Ogni cosa è maledettamente illuminata! Immensa. Perfetta. Come le uova azzurre del codirosso, le larve  della Melolontha melolontha, il corridoio della talpa, i buchi del picchio, le cellette delle api, il volo della macroglossa, i nidi nascosti dei merli.

E ora non resta che farci ingoiare dalle maree invernali.

Foto di casa: giardino, campo/prato, interni (le foto hanno una luce strana, sono state scattate di sera e all'alba, prima della pioggia).






****




4 ore per decorarlo. 20 anni  di addobbi! Questo è il mio quarto albero di Natale. Sono partita con un uno grande pochi centimetri. Il prossimo toccherà il soffitto, per la gioia di mio marito! 






E diciamolo adoro Sinatra e questa canzone è stupenda!!!

"Però quando la gente ti dirà che hai sbagliato e avrai errori dappertutto dietro la schiena, fottitene. Ricordatene. Devi fottertene. Tutte le bocce di cristallo che avrai rotto erano solo vita, non sono quelli gli errori, quella è vita e la vita vera magari è proprio quella che si spacca, quella vita su cento che alla fine si spacca... io questo l'ho capito, che il mondo è pieno di gente che gira con in tasca le sue piccole biglie di vetro, le sue piccole tristi biglie infrangibili e allora tu non smetterla mai di soffiare nelle tue sfere di cristallo... sono belle, a me è piaciuto guardarle, per tutto il tempo che ti sono stato vicino, ci si vede dentro tanta di quella roba, è una cosa che ti mette l'allegria addosso, non smetterla mai... e se un giorno scoppieranno anche quella sarà vita, a modo suo, meravigliosa vita."



Alessandro Baricco-Castelli di rabbia (inviatami da Jè secoli fa)


***

Aggiornamento:

è uscito il mio libro fotografico, consiglio la posta ordinaria, ci mette un po' ma è sicura. Per i prezzi prendetevela con Lulù!

Per chi fosse interessato ad una parte dei miei lavori

Libro fotografico: qui

Calendario stagioni: qui

Calendario il segreto delle piccole cose: qui

La vetrina: qui

giovedì 7 dicembre 2017

Lezioni di felicità


Sto rileggendo "Piccole donne", un po' perché il mio saggio tratta molti argomenti relativi all'ottocento (non italiano), un po' perché amo i classici. La scrittura di Louisa May Alcott è tipicamente americana. Per capirci, la letteratura inglese  è straripante di descrizioni, perfino Virginia Woolf, che è più moderna, non si sottrae dal "bel compitino". Alcott non è una poetessa, non si sofferma sull'arredamento e il paesaggio. La sua è una scrittura chiara, umana, di pancia. 


Solitamente le ragazze vogliono essere Jo, mentre io mi ritrovo con tutte. Come Meg amo circondarmi di cose belle e piacevoli, insomma sono allergica alla povertà, chi non lo è? Come Beth sono timida, schiva e adoro la solitudine. Come Amy mi guardo spesso allo specchio e non mi piaccio. Come Jo adoro leggere e inventare storie, a modo mio. Amo la musica, l'arte e la letteratura, non sono così diversa dalle donne create da Louisa May Alcott.


Tutte vorremmo appartenere ad una famiglia allegra, moderna, capace di affrontare le avversità della vita assieme.


"Piccole donne" e "Piccole donne crescono", i libri principali della saga, racchiudono un mondo costruito sull'autenticità, l'amore, l'amicizia e la fedeltà. Valori semplici, spesso dimenticati.
Se volete sapere qualcosa di più su Louisa May Alcott: qui


***


Di post questo mese probabilmente ne farò pochi. Ho trascurato la vita quotidiana per concludere i calendari e il mio primo "libro" fotografico. Il saggio è quasi terminato, mancherebbe un capitolo, tuttavia per quest'ultimo le cose sono differenti. Vorrei stamparlo, revisionarlo, farlo leggere a un paio di persone e trovare un editore diverso da Lulù. I costi di spedizione e i diritti sono altini e non dipendono da me, tra parentesi alcuni "scrittori" si ritrovano su Amazon ad insaputa di Lulù, ma tralascio gli aspetti tecnici e burocratici.
Quest'anno mi sono messa in gioco con il negozio, i calendari e questo famoso libro fotografico, che se tutto va bene arriverà sul web (http://www.lulu.com/spotlight/any72) per fine dicembre o sotto Natale. 
Certo, mi piacerebbe dirvi che ci sto guadagnando, ma, purtroppo per me, non è così. Allora perché scrivere, fotografare e trasmettere l'amore per le piccole cose? Beh, diciamo che mi piace e non ho nulla da perdere. Grazie a mio marito sono ricca, non come pensate voi. Sapete, in rete, spesso ci si vanta per quella o quell'altra cosa, nel mio caso è tutto vero. Preparo dolci, zuppe, minestre, pane, pasta, marmellate, conserve. Oggi so come è fatto un alveare, riconosco erbe, fiori e ho visto la luna come non l'avevo mai vista prima. Sì, sono una donna ricca!
Quindi perché non raccogliere il mio "amore" in un libro fotografico? E' da anni che scatto foto, col tempo sono migliorata. A differenza di altri non mi sono mai vantata, credo, né ho ostentato capacità tecniche. Non ho macchine professionali, soltanto reflex che a differenze delle automatiche hanno, per farla breve, obbiettivi e "bottoncini" migliori, tutto qui. Ho sempre scelto "lo sguardo" alla tecnica. Certo, non nego che mi "riconoscerei" tra mille.
Il mio primo libro fotografico racchiude una piccola, piccolissima, parte della "cerca", è un riassunto di questi anni passati sul web. L'anno prossimo ne farò uno sugli alberi, perché, diciamolo, amo vedermi tra i libri in sala - meno alla parete - e sapere che qualche amica o nipote apprezzi "il segreto delle piccole cose".

Ah... dimenticavo, avevo inserito la copertina sbagliata (senza titolo e firma), ora i calendari sono corretti.

Il libro fotografico non è grande, per contenere i costi.





Ringrazio Rossella per le splendide foto per me (quella della panchina è stupenda)
Ringrazio Silvia per i libri
Ringrazio Nat per l'amicizia
E tutte le mie nuove "amichette" di Facebook, su tutte Lunaspina  Shakti che ha un carattere del cavolo come la sottoscritta, ma non diciamolo!

Consigli settimanali (pensavate di cavarvela)

Segnalo la pagina di Simona Cordara (trovate alcuni links sulla sinistra della sua pagina, così mi alleggerite il lavoro ;)). Mi piacciono le sue creazioni. E poi, senza di lei, manco sapevo cosa fossero i cut cup! 
Segnalo il post di Rossella, qui ;) e l'articolo di Nat, qui 

Ed ecco alcune foto "casalinghe" dell'anno...

Se non ci sentiamo buone feste, ma, conoscendomi, torno prima...

Ps - per alcune amiche che passano di qui -: ho spedito alcuni "doni", primo, sono "pensierini", secondo, come ogni anno gli auguri sono stati scritti in velocità su una carta che potrei definire da salumiere... pardon! 












Questo alveare era nel nostro boschetto. Purtroppo non lo abbiamo notato prima e le api che ci abitavano sono morte. Tuttavia, questa tragedia ha i suoi aspetti positivi, ci insegna la vita, la precisione, l'attenzione, il lavoro, la bellezza... e ho tanta cera!


***



E vi lascio con un po' di Lezioni di Felicità...


martedì 5 dicembre 2017

Dicembre di ricordi anni ottanta


Anni settanta

Gli anni settanta fanno parte della mia prima infanzia.
Ricordo ancora il profumo del pane, quando i panettieri lavoravano di notte. Ricordo: le patatine San Carlo, gli stivali di gomma, l'impermeabile giallo, i regoli e l'odore degli astucci.
Ero una bambina tranquilla, con la testa tra le nuvole, disordinata e svogliata. Già alle elementari ero considerata strana per i lunghi silenzi, la scrittura fuori dalle righe, nel vero senso del termine, e l'ossatura che mi faceva apparire più grande.
L'immaginazione mi ha salvata!
Le pozzanghere ghiacciate si trasformavano in laghi di montagna e gli alberi in vette da scalare.

Anni ottanta - Generazione X - i figli delle figurine -



Nel 1980 avevo otto anni.

Di quella fetta di storia non è rimasto nulla, se non le prese per i fondelli dei millenium o le rivisitazioni errate della generazione Y.
Da piccolissima vedevo Candy Candy e Heidi, ma sul finire dell'infanzia esplose Lady Oscar.
Di studiare non avevo voglia e alla domanda "cosa vuoi fare da grande?", la risposta era sempre la stessa: "Essere ricca!"
A differenza delle femministe sono vissuta tra gli uomini con una mamma che ammirava John Wayne, i film di guerra, i western e i polizieschi. Non c'era posto per le smancerie, i trucchi e gli abiti da femminuccia.
Adoravo le bambole, soprattutto le Barbie. E mentre alla comunione tutte erano vestite da principessine, io indossavo una terribile gonna azzurra a pieghe. A dieci anni mia madre mi fece tagliare i capelli, e quelli, da quel momento, crebbero crespi e ribelli. Per anni non mi sono fatta fotografare. 
Ero informe, riccia, occhialuta, in compagnia della classica migliore amica magra. Se poi ci aggiungiamo che indossavo pantaloni da uomo, perché alle medie ero fuori misura, il disagio era al culmine. Eppure, nonostante i pianti e la vergogna, l'immaginazione mi ha salvata!



In televisione, soprattutto quando mi fingevo malata, guardavo vecchi film con Vincente Price, Peter Cushing e Cristopher Lee. Ero un'esperta di cartoni animati, film dell'orrore e ingoiavo fiabe, racconti e libri per ragazzi come fossero patatine. A scuola non brillavo, ma fa parte del mio essere "borderline". Sono stata una somara e una secchiona, ho avuto richiami e premi di produzione, ho lavorato ore su ore e oggi mi godo il caffè.



Degli anni ottanta cosa è rimasto? 
I sabati li passavo al cinema, capitava di vedere più volte lo stesso film nello stesso pomeriggio. Faccio parte di quella generazione in cui se si entrava a film incominciato, si rimaneva seduti per guardare l'inizio; faccio parte di quella generazione in cui se la sala era piena, e spesso lo era, si rimaneva in piedi o seduti su uno scalino a guardare la pellicola. Sognavamo di volare nello spazio con "L'impero colpisce ancora" e "Il ritorno dello Jedi". Ci cibavamo di marshmallow, rotoli di liquirizia, caramelle Rossana e bibite colorate. All'epoca non sapevamo che i dolci facessero male, né che la saccarina sarebbe stata peggio. Respiravamo il fumo di sigaretta ovunque, perfino negli ospedali. 
Ogni film era un evento, soprattutto a Natale. Le sceneggiature non si erano ancora piegate agli effetti speciali, checché ne dicano i critici.
I film sfilano tra i miei ricordi, e ogni volto, gesto, immagine accende una lucina: Grosso guaio a Chinatown, Un lupo mannaro americano a Londra, Ritorno al futuro, Stand by me,  Ghostbusters, Excalibur, ET, I predatori dell'arca perduta, 1997 fuga da New York, Piramide di paura, Greemlins, Wargames, Lady Hawke, La storia infinita, I goonies, The Breakfast Club, Labirynt, Willow, Tron, Legend, Una pazza giornata di vacanza, Footloose, Robocop, l'anno del dragone, Annie, Urla nel silenzio, La storia fantastica, Il tempo delle mele, Cercasi Susan disperatamente, Voglia di vincere, L'attimo fuggente, Brazil, Bird, The Elephant man, Christiane F - noi ragazzi dello Zoo di Berlino, Harry ti presento Sally, The Blues Brothers, Poltergeist, Terminator, Gli intoccabili, Amadeus, Platoon, Velluto Blu, L'impero del sole, La cosa, L'ultima tentazione di Cristo, Fog,  Batman, Nightmare, Videodrome, L'ultimo imperatore, Donne sull'orlo di una crisi di nervi, Arizona Junior, Beetlejuice, Il colore viola, Omicidio a luci rosse, Victor Victoria, La mosca, La casa, Full metal Jacket, Shining, Blade Runner...



Si ascoltava e, soprattutto vedeva, la musica con Deejay television, i programmi di Red Ronnie e VideoMusic. Ore e ore di interviste e video e di tentate registrazioni con le nostre apparecchiature d'avanguardia. Appartengo alla generazione delle radioline, i walkman, i walkie talkie. Appartengo alla generazione dei 33 e 45 giri, delle mangiacassette e dei nastri aggiustati per miracolo, dei telefoni a gettoni e "tanti saluti". Appartengo a quella generazione in cui gli insegnanti potevano alzare la voce, darti della somara, mandarti dal direttore/preside, scrivere una nota. 
Quando c'era d'acquistare o regolare un videoregistratore chiamavamo me, l'esperta delle "4 testine".
I cortili erano pieni di bambini e ragazzini; le signore non erano così contente di vederli giocare a pallone. Le madri sbraitavano per chiamare i figli all'ovile. Sono cresciuta così, alla mercé di mostri, pericoli, cadute e bullismo. Eppure, ero più forte dei ragazzini di oggi. Non si poteva e doveva piangere. Non con mia mamma.



Le tragedie ci sfioravano o abbracciavano, talvolta la televisione ci conduceva per mano, come con Alfredino. Nel 1986 non mangiavamo insalata per via della catastrofe di Chernobyl,  tra leggende e falsità temevamo il nucleare. Il film tv "The day after" ci spaventava più dei Visitors. I telefilm ci facevano sognare case nelle praterie o avventure alle Hawaii.



In tv passavano di tutto, da "Grano rosso sangue" a "L'esorcista" (1974).
Eravamo i figli dei cartoni animati, dei Robot, delle Anna dai Capelli Rossi, Hello Spank e Lamù. Ci piacevano i video giochi, Packman e Treasure Island erano i miei preferiti. L'ottimismo era di casa, sempre e nonostante tutto. Un ottimismo fatto di pantaloni a vita alta, maglioni colorati, lacche, paillettes prima e spillette dopo. Sognavamo di vestirci come Madonna o Jennifer Beals. Litigavamo per gli Spandau, i Duran, i Culture Club o i FGTH. Parlavamo di Glasnost e buco dell'ozono, mentre cadevano i muri. 
Ci hanno fatto credere che le band aid avrebbero sfamato il mondo. Ci hanno fatto credere che l'apartheid fosse finita.
A guardare bene i Reagan e i Cernenko sono ancora là. 
La mia anima, per quello che ne so, è sempre stata divisa in due. Una parte solare, disponibile e chiacchierona. L'altra, silenziosa, sognatrice e schiva. Ho avuto una grande amica, con lei ho trascorso mattine, pomeriggi e sere. 



Mi piaceva la musica Dark, eppure oggi mi commuovo nel vedere Billie Jean di  Jackson. Vedete, non si possono spiegare gli anni ottanta a chi è nato all'inizio degli anni sessanta, a chi è nato negli anni ottanta, novanta, duemila... Gli anni novanta li ho passati lavorando e non sono paragonabili a quelli dell'infanzia o della pubertà.



Non si può spiegare l'attesa per un film di Landis o capire cosa volesse dire per me sentire la voce di Vincent Price alla fine di Thriller. Ad oggi non riesco a spiegare l'amore che ho per Burton e Poe, ma questa è un'altra storia.



Mi piace Strange Thinghs (telefilm di questi anni), tuttavia non mi riconosco, manca la follia e l'ironia che ci rendeva unici e irripetibili.

Simona Emme alias Nerd




ps: questo post è tutto un recupero, non inserisco citazioni, notizie e quant'altro...

Probabilmente continua...



A:

Morfeo, amico scomparso
Freddie Mercury
Wes Craven
Robin Williams
River Phoenix
Mick Karn
David Bowie
Michael Jackson
John Candy
John Belushi
George Micheal
Prince
Pete Burns
Falco
Black
Whitney Houston...



Piccolo spazio pubblicità

Sia qui, che in altre sedi, pubblicizzo il mio "lavoro".

Quindi, portate pazienza.

Questa è la mia vetrina su Lulù, a breve arriverà il mio libro fotografico.

Il negozio su Lulù (che tra parentesi si prende quasi tutti i diritti)

Qui ( http://www.lulu.com/spotlight/any72 )

Intanto ci sono i calendari!

Calendario "Il segreto delle piccole cose"




Qui     ( http://www.lulu.com/shop/simona-matarazzo/il-segreto-delle-piccole-cose/calendar/product-23422584.html )

Calendario "Stagioni"



Qui  (  http://www.lulu.com/shop/simona-matarazzo/stagioni/calendar/product-23422321.html )



lunedì 27 novembre 2017

Il respiro delle piccole cose

Non ereditiamo la terra dai nostri antenati, la prendiamo in prestito dai nostri figli.
Proverbio del popolo Navajo

Coltivo la Terra per coltivare Me stessa.
Valentina
Arriva il periodo dell'anno in cui la magia si accende. Spesso con un racconto o una fiaba incantata.
Siamo abituati ai draghi, ai cavalieri e alle principesse. Ce lo siamo detti, i tempi sono cambiati, e gli eroi non ci trasportano più tra castelli e boschi minacciosi. Oggi ci sono le eroine, magari minute, in grado di regalarci trame avvincenti, dagli ingredienti vivaci, scoppiettanti, talvolta frenetici, altre volte fatti di gesti e linguaggi antichi.
Ogni terra ha una storia, ogni storia, da che mondo è mondo, ha una protagonista, la nostra si chiama Valentina.
Ora dovete chiudere gli occhi ed immaginare un regno al di là del mare.
Valentina è un tipetto tosto, lo si evince dagli occhi vivaci, curiosi. Occhi pieni di sogni, scoperte, raccolti. 
La sua pelle è fatta di terra e il suo sangue di linfa, qualcuno la chiama la strega del sud. 
In queste epoche di rappresaglie, in cui tutti vogliono apparire, nel bene o nel male, Valentina custodisce segreti, ricette, piccoli incanti. Da un piatto si possono tirare fuori miriadi di sapori: il dolce, l'amaro, il granuloso, il cremoso, l'esotico e il tradizionale. 
A me piace pensarla mentre crea liquori al Mirto, fra alambicchi e profumi di stagione. E non importa se non li utilizza, gli alambicchi, in fondo è la custode di bacche, fiori, frutti e verdure.
Un proverbio svedese recita "Lagom ar bast", ossia "la giusta quantità è la cosa migliore". Ecco, ogni volta che vengo attaccata per i miei post o le mie piccole credenze - non qui -, penso a chi le mani le infila per davvero nella terra, a quelle, come Valentina, che conoscono l'equilibrio della semplicità. Non esistono lavori facili, esistono lavori onesti e "sostenibili".
E se gli altri hanno scelto di urlare, io scelgo di seguire i custodi "delle piccole, grandi, cose". Ognuno ha le sue battaglie.

Voglio dirti che non sarai regina di un mondo che non esiste, che non sempre ti sentirai al centro delle attenzioni di un principe, ma non ne avrai bisogno perché tu hai il bosco, il mare, la luna, i prati pieni di fiori, la neve soffice di promesse, la pioggia canterina. 

Valentina (Titolare dell'azienda agricola naturale DEINAS)



***


Accade che in rete si debba dimostrare di essere attivisti, non basta firmare petizioni, divulgare notizie (magari vere), scendere in piazza (non sempre è possibile). Bisogna dimostrare! La mia "battaglia", da qualche anno, è raccontare la bellezza, non sempre ci riesco. Vivo tra due mondi, l'ho già detto. Davanti casa ho una strada trafficata, dietro casa c'è la campagna. Penso, e ci credo pure, che l'essere umano possa "evolversi" attraverso la bellezza. Penso, e ci credo pure, che urlare non sia la giusta soluzione. Ora, non è che pretenda con questo post di riuscire a trasmettere "la non violenza", tuttavia le cose non cambiano se non estirpiamo la pigrizia e abbassiamo il livello di arroganza. Con mio marito ho raccolto immondizia in luoghi impensabili, cosa dovrei fare? Fotografarci?


Questa estate ho conosciuto alcuni indiani Navajo, sono finita in una riserva, ho mangiato il cibo locale e non mi sono scontrata con la spiritualità, semmai con la miseria. Tuttavia non posso giudicare, bisogna conoscere prima di parlare. I petroglifi non lontano da Thermopolis (Wyoming) mi hanno suscitato bellezza e umanità. Il sito è situato nel bel mezzo della natura, tra rocce, nidi di rondine, antilopi e cervi. Nella mia vita ho visto l'ombelico del mondo, colonne imponenti, statue altissime, piramidi, templi rosa, tuttavia col tempo mi sono innamorata delle falesie, delle dune di sabbia, delle foreste... Per questo preferisco leggere le "battaglie" di Valentina a quelli che ricordano "chi sono e come dovrei comportarmi".



***

Antica borsa dell'acqua calda o scalda letto - oggetto "contadino" di famiglia




Volano le libellule
Sopra gli stagni e le pozzanghere in città

Sembra che se ne freghino
Della ricchezza che ora viene e dopo va

Prendimi non mi concedere
Nessuna replica alle tue fatalità
Eccomi son tutto un fremito ehi

Passano alcune musiche
Ma quando passano la terra tremerà
Sembrano esplosioni inutili
Ma in certi cuori qualche cosa resterà

Non si sa come si creano
Costellazioni di galassie e di energia
Giocano a dadi gli uomini
Resta sul tavolo un avanzo di magia

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
E non so leggere, vienimi a prendere
Mi riconosci ho le tasche piene di sassi

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti a scuola
Mi vien da piangere
Arriva subito
Mi riconosci ho le scarpe piene di passi
La faccia piena di schiaffi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

Sbocciano I fiori sbocciano

E danno tutto quel che hanno in libertà
Donano non si interessano
Di ricompense e tutto quello che verrà
Mormora la gente mormora
Falla tacere praticando l'allegria
Giocano a dadi gli uomini
Resta sul tavolo un avanzo di magia

Sono solo stasera senza di te,
Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
E non so leggere, vienimi a prendere

Mi riconosci ho un mantello fatto di stracci.

Sono solo stasera senza di te,
Mi hai lasciato da solo davanti a scuola
Mi vien da piangere,
Arriva subito,
Mi riconosci ho le scarpe piene di passi
La faccia piena di schiaffi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

Sono solo stasera senza di te
Mi hai lasciato da solo davanti al cielo
Vienimi a prendere
Mi vien da piangere

Mi riconosci ho le scarpe piene di passi

La faccia piena di schiaffi
Il cuore pieno di battiti
E gli occhi pieni di te

***

A breve pubblicherò su Lulu i miei calendari fotografici, sto lavorando anche ad un libro fotografico, sempre sull'amore delle piccole cose.