venerdì 29 settembre 2017

Del pregiudizio - senza orgoglio -

Fotografie e elaborazione fotografica del 2010 copyright SIMONAEMME
Sono una lettrice, non una scrittrice, tuttavia mi diletto a mettere nero su bianco alcune ricerche/ricette. A dir la verità il tempo scappa anche ora che non ho un lavoro stabile.
Qualche volta, guardandomi indietro, penso che la mia creatività sia svanita, che abbia lasciato il posto ad una sorta di serenità, in cui tutto può accadere ma nulla accade veramente. 

Fotografie/elaborazione fotografica del 2011 copyright SIMONAEMME

Riflettendo, penso di aver attraversato gran parte della vita cercando di "ritrovarmi" negli altri.
Noto che le persone sono spesso sulla difensiva. Dimostrare è il verbo che va per la maggiore, in fondo navigo nello stesso mare - aggiungo periglioso, così tanto per? -. Se sei femminista non puoi lasciare consigli di stiratura e cucina, e chissà perché, oggi "l'orto" va per la maggiore. 
Prendete me, per esempio, alle sette del mattino, in estate, sono già in giardino o sul campo ad innaffiare, estirpare, concimare, curare a parlare con ortaggi ed erbette. Arrivo a casa che ho i piedi lerci. Ci sono giorni, come quelli autunnali, che le scarpe affondano nel fango. E  stai là a curare quello che rimane del tuo lavoro primaverile ed estivo, a strappare le erbacce, spruzzare acqua e sapone  contro le cimici, a togliere limacce e lumachine e a scovare i nidi dei calabroni, pronti ad uscire l'estate successiva. Maledici la talpa, che vorresti eliminare ma non trovi il coraggio. E visto che dei due quello che lavora "seriamente" è mio marito, lavo, stiro, cucino, penso ai cani. Nonostante sia per la parità dei sessi mi ritrovo a spiegare, difendere un ruolo che in fondo non ho scelto: quello della donna incazzata! 
Non so cosa sia peggio, spolverare per ore - nel vero senso del termine - il nido in cui abito o avere a che fare con persone arrabbiate per le imposte e le sanzioni (lavoro svolto per più di 20 anni).
Non capisco perché ci si debba giustificare, è lapalissiano, almeno dovrebbe esserlo, che chi ha  tempo per la casa collabori nelle "faccende domestiche", non ci vuole un genio, donna o uomo non c'è differenza. Eppure ci si vergogna. La parità dei sessi non passa ancora per gli stipendi,  lo studio, la volontà, la passione, la meritocrazia, la giustizia. Le donne si perdono in un bicchiere d'acqua, assorbendo vocaboli, frasi fatte e luoghi comuni. Si dà per scontato che chi si curi o si trucchi, pur rimanendo a casa, sia vittima del maschio alfa, senza tener conto dei sentimenti di chi legge o ascolta tale affermazione. Per colpa di alcune donne-finte_lavoratrici ho passato intere giornate in ufficio, talvolta le giornate sono durate anni. Non voglio darmi una medaglia, tuttavia penso che chi svolga un lavoro come quello di stiratrice o donna delle pulizie (al diavolo il politically correct) sia da rispettare quanto coloro che svolgono un lavoro impiegatizio. Non è che chi svolge un lavoro impiegatizio, tipo ragioniera, sia speciale o abbia raggiunto un livello di conoscenza tale da arrogarsi il diritto di "puntare il dito", anzi. 
Pulire è "peccato" e a ben guardare lo si vede dai pianerottoli di alcuni palazzi, dalle carte intrappolate ai bordi dei cancelli, dalle cicche e le cartine dinanzi ai portoni, dalla neve annerita e ghiacciata in inverno.
Cucinare va bene se è ai livelli di Masterchef, ah, la GRANDE cucina è soprattutto maschile!
Il giardinaggio? No, anche le rose appartengono ai grandi giardinieri, a noi non resta che l'orto. Alcune sognano una sorta di giardino sinergico da condividere e ci si dimentica della passione. Quella passione che ti spezza le unghie, talvolta le annerisce, quella passione che ti porta ad affondare le scarpe nel fango, che ti fa sudare. Quella passione che non ti fa dormire, perché sono tante le cose da fare e si affollano, come cavalli, nel cervello. 
Ora, vorrei dire alle dame che sognano un orto, un giardino e quant'altro, quando c'è da spazzare le foglie, chi lo fa?  Quando dovete estirpare le erbacce, quelle dove le buttate? E il composter chi lo tocca? E quando arrivate a casa e magari avete le scarpe fangose o i piedi neri, chi vi viene a pulire il pavimento, la porta o le stesse scarpe? Chiamate la signora delle pulizie detta anche collaboratrice domestica?
A me sta bene criticare le stupidaggini maschiliste, sopporto meno il giudizio negativo che sopravvive, da secoli, in merito ai lavori svolti. Quando si parla di femminismo si legge quasi sempre: donna manager con prole. Ora, chi non ha figli e non è una grande imprenditrice, come me, che fa? Quando si parla di femminismo si legge quasi sempre: ci vestiamo come ci pare. A me, francamente, non sembra. Vanno di moda i capelli bianchi, grigi e azzurri, molte si tuffano come pesci nel mare, la moda impera, nonostante, in alcuni casi, sia di pessimo gusto, basti pensare agli anni ottanta, io le spalline le toglievo e voi? Più che "il fare come ci pare", "si fa quel che la moda consente" per poi criticarla. Il tatuaggio, il piercing e il trucco hanno perso il loro valore, in passato l'uomo occidentale si incipriava perché era consuetudine, quindi non ci si veste "mai come ci pare", si entra soltanto nella centrifuga del bisogno_condizionato. 
Tutta la nostra storia va contestualizzata, per trarne il meglio. Adoro in particolare il Medioevo e l'Epoca Vittoriana, e non certamente per la condizione della donna. Mi piace il romanticismo, il trascendentalismo e ammiro personaggi come David Thoreau. Quando leggo di balene e di come venissero uccise o cado tra le pagine del colonialismo raccontato da Conrad, non sto lì ad esclamare "vergogna", non chiudo il libro. Ogni racconto, scoperta, avventura e sogno ci hanno trasformato e fatto diventare le persone che siamo. Oggi, però, non abbiamo più scuse. Non ci sono pestilenze, carestie, guerre (nel mondo occidentale) che obbligano una donna a vivere tra le mura di una casa, non possiamo dire "non lo sapevo" dinanzi all'estinzione di una specie o ad un disastro ecologico. Non abbiamo scuse per considerare il prossimo meno intelligente di noi. Nella mia vita è capitato di frequentare una donna acculturata e di sinistra (così sfatiamo anche questo mito) che ogni due per tre diceva: "Hai tanta cultura, non posso crederci che non sei laureata!", la stessa che definiva il turismo veneziano da "badanti", peccato che parecchie badanti e collaboratrici domestiche abbiano più lauree della sottoscritta. Quando ho lasciato il lavoro di impiegata (per fatti personali) è sparita dalla mia vita, da femminista non poteva accettare la mia condizione sociale. Scusate se rido.
Chiudo col dirvi che in questa società pochi leggono, studiano e conoscono, tuttavia ci si definisce geni o artisti con facilità. Ci sono state donne che hanno attraversato terre come l'Amazzonia per trovare l'uomo che amavano, qualcuno ha preso in giro il mondo raccontando di unicorni sulla luna, altri si sono spinti ai poli o sulle vette più alte, altri ancora hanno disegnato mappe e plasmato il mondo. E voi, non vi sentite piccoli/e dinanzi a tutto questo?

Sto scrivendo un saggio, sono ad una cinquantina di pagine. Il mio "libro" è fatto di nomi, storie, avvenimenti, date, numeri. Quando si affronta una ricerca tutto deve essere riletto, controllato, curato, approfondito. Alla mia età ho imparato ad ascoltare ogni singola voce, perché il singolo, soprattutto in questa era, rivela più cose del branco.

16 commenti:

  1. Guarda.... sfondi una porta aperta. Tu hai cominciato da pochi anni a trovarti in questa condizione, io mi ci ritrovo da anni. E sei sempre quella che viene messa nell'angolo perché "non ti sei affermata" ma hai spolverato casa e fatto la torta di mele. Non è quello che volevo, ma alla fine è andata così. Ho lavorato per anni come ragioniera (e no, hai ragione, la ragioniera non è superiore ad un bel niente, per quanto ne so io è solo una succube del datore di lavoro, e le va bene se non subisce mobbing), ma poi l'azienda ha chiuso. Io avevo una lettera di referenze fantastica, ma non serviva a nulla. Inoltre, mi ero trasferita qua, mio marito non era nessuno come me, non avevamo conoscenze che mi potessero raccomandare, ed ero sposata. "Lei vuole figli? Sa, io no posso rischiare di assumere una che non mi garantisce presenza costante". Poi vieni a scoprire che ha assunto la 24enne dalla coscia lunga, come se quella prima o poi non rimanesse incinta. E il bello era che io i figli nemmeno li cercavo. E' che dopo i 30 anni ero già "datata". E lo sai chi è che mi faceva sentire di più in difetto? Le donne, quelle che si sentono fighe perché hanno un lavoro e tu no, e ti guardano come una mantenuta. Sì, perché quello che fai a casa tua anche se ti rimbocchi le maniche e ti dai da fare non conta niente. E' vero ciò che dici. Se fai parte di una rete di chef veri o presunti allora va bè, sei figa. Se invece fai la ricetta della nonna a casa tua per la famiglia allora sei una sfigata. Io ho dovuto farci il callo. Mi sono sentita pure dire "tu fai la bella vita"... certo, come no!! Che tu abbia fatto mostre d'arte, corsi, studi, non interessa a nessuno. E lasciamo perdere le femministe, hai detto tutto tu. Pensa che c'è chi (e non faccio nomi) si sente tanto "femmninista fighissima" perché si è aperta un tempio e poi cerca di sfruttare le altre donne che vanno lì per farsi "pulire" quel luogo perché lei, da femminista, non può certo prendere la ramazza in mano: la scusa è "è un servizio al tempio e alla comunità" (e c'è chi glielo fa!! E non c'è nemmeno nessuna comunità lì). Dove andiamo se il rispetto fra donne è questo? Guarda, non aggiungo altro. Però, se te ne freghi della voce altrui, scopri che sei una persona libera, nessuno ti sta col fiato sul collo, non hai datori di lavoro che fanno pendere la mano "morta" poggiata sulla spalla per sfiorarti il seno, e sei sovrana della tua vita e di te stessa forse molto più di certe femmministe. Oggi non siamo più ai tempi del marito padrone e la moglie serva. Come dici tu, si fa in casa ciò che serve e lo fa chi ha tempo di farlo. Mio marito stira, io cucino. Lui lava i pavimenti, io spolvero. Ma se un giorno non può o non ha tempo (anche qui, è lui che ha un lavoro retribuito), io faccio quello di cui c'è bisogno. Non capisco che c'è di strano. A me piace vivere nel pulito. Che dire: beate tutte ste femministe che hanno la "donna" di servizio, evidentemente il femminismo non vale per tutte, di certo non per la loro colf... o vivono nello sporco e mangiano in rosticceria. Io, che sono femminista, ho visto che purtroppo tante femministe perseguono gli stessi atteggiamenti degli uomini e del famoso "patriarcato" ma trasposti al femminile e fatti passare per qualcos'altro. Oggi son tutte "attiviste", anche solo perché fanno un po' di polemiche becere sui social o su qualche video casalingo su you tube che non guarda nessuno, e spacciano il loro lavoro, da quello della maestra d'asilo alla segretaria in ufficio, come se fossero impiegate nella scoperta di una nuova molecola contro il cancro, o di una nuova tecnologia per salvarci da riscaldamento climatico, e si riferiscono a se stesse come a coloro che sono "impegnate" nella costruzione di un nuovo mondo. Va bè, mi fermo qui. Io ho smesso di ascoltare tutti.

    Ti capisco benissimo
    Un abbraccio :*

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    1. In tempi non sospetti (per me) aveva ragione Nat in merito a certi "titoli", finché non ci sbatto la testa difendo la chiunque. Oggi, lei, che è diplomatica, si sta avvicinando a quelle che ho difeso, mentre io con 'sti post mi rendo antipatica. Ruolo che mi si addice. Non mi stupisco, e so a chi ti riferisci, che ci siano donne che si fanno in 4 per chi si disegna in un certo modo. Anzi, non so nemmeno come sia finita tra le mie amicizie, e non perché pensi che sia una brutta persona… ad ogni modo la trovo costruita. Sai, la gente ha bisogno di un capo, di qualcuno da seguire. Ammiro Laura G., penso sia onesta, vera. Mi preoccupano talvolta le commentatrici (che leggo poco), e questa cosa mi ricorda i fan di Jessica. Ho sempre avuto un amore/odio per J., amore per la sua vitalità, odio... sempre per la sua vitalità 😉. Non mi preoccupano i post ma chi commenta. Detesto gli insulti, i pregiudizi... Questo post è nato in quanto ho letto offese e giudizi sbagliati nei confronti di due persone, una era Nat. Ora, so che Nat è una persona di tanto in tanto sopra le righe, che a volte ti verrebbe da strozzare, ma chi non lo è (da strozzare)? Nat dice quello che pensa, con eleganza per carità, scatenando l'indignazione dei fanatici. Vedi, difendo il femminismo, i vegani, gli animalisti, gli animali ovviamente, i diritti dell'uomo ma fino ad un certo punto. L'altro giorno ho letto di una fattoria ecologica in cui ci stanno i polli, e tra i commentatori sfilavano i vegani scandalizzati. Francamente non capisco il motivo per cui uno debba andare a rompere le scatole a qualcuno che viva in modo differente. Sono convinta che un giorno la carne sparirà, spero che non avvenga con la violenza. Ecco, le femministe sono spesso, non tutte, violente e amano utilizzare il vocabolo patriarcato. Nat non può dire che si trucca altrimenti le si dà, in modo velato, della "siocca"; Benedetta, questa mia amica, non può dire che è casalinga perché i fanatici, pure religiosi (dio o dea è uguale), le danno della schiava del patriarcato. Su FB prendo il plauso, e ho solo 200 contatti sia chiaro, se parlo di libri sulle donne o posto foto sulla natura. È pazzesco. I viaggi per questa gente si limitano a: Inghilterra, Irlanda, Scozia, Norvegia (non parlo di chi ci è appena stato)... se posti un dolmen francese non è pari ad uno irlandese, e se fai notare questi particolari passi per antipatica. Mi sono chiesta, quando ero più giovane, come mai certi miei lavori non fossero apprezzati dai più, dal popolo del web (confrontandoli con altri)... la risposta, al di là che non mi ritengo un genio, è che sono uno spirito libero, e gli spiriti liberi non amano i fan. Quindi, no, non mi stupisco di chi si fa pulire il tempio e di chi è felice di farlo. Perché togliere questa felicità, ritrovata, a queste persone? Contente loro... a me interessa che imparino a difendere i loro diritti e che leggano non solo libri sulla Dea, bensì di storia, di politica, di scienza... a me interessa che imparino a distinguere i nemici, quelli veri, e che dinanzi ad una persona che si scusa non prendano le distanze. In alcuni punti non sono stata chiara, mi scuso, del resto finché cito benevolmente Nat, Laura e Jessica è un conto, se dovessi sputtanare le madri terese dell'ultima ora... apriti cielo. Ti rispondo dal cellulare e mi scuso per gli Orrori. 😘

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    2. Pensavo che riguardava te!! Ad ogni modo, sono d'accordo su tutto.
      Avevo scritto un lungo post di risposta ma non lo accetta nemmeno diviso tanto era lungo!! Ti sei salvata. Forse meglio così. Se mai volessi sapere cosa ti dicevo, dimmelo che te lo mando su wap.

      Baci

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  2. Uff!!! Col cellulare mi mette sempre doppi commenti, ora addirittura tripli! Ho cercato, ma non so come risolvere questa cosa, scusami :**

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    1. Ti ho mandato un messaggio privato. Ho cancellato definitivamente i commenti doppi, ogni tanto blogspot fa 'ste cose, non ci sono problemi! :*

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  3. Non so se sono cambiate le generazioni o se conosco gente poco impegnata, ma ancora non sono stata discriminata perché non lavorare è poco femminista. Un paio di signorine che mi hanno lanciato frecciate manco troppo velate sì, ma niente di ideologico, più che altro 'rosik'. Con una di queste ho dovuto smettere di uscire perché già era una lagna di suo, ma ogni volta per qualsiasi cosa mi rispondeva "eh ma tu non lavori", "eh ma io lavoro non ho mica il tempo". Una volta sparlando di un'altra sua amica (?) 'casalinga' si lamentò del fatto che "quella" stava "sempre in casa a non fare niente" e nonostante ciò aveva la lanugine nei termosifoni, alché ho guardato i miei termosifoni e ho deciso che non saremmo più uscite insieme. E io che pensavo che le uniche a notare queste cose fossero le amiche di mia nonna. Se sapesse che nonostante stia "sempre in casa a non fare niente" ho preso anche la signora delle pulizie le prenderebbe un coccolone.
    Tornando alle femministe, non mi ci sono mai avvicinata. O meglio, so che molte donne (e anche uomini) che conosco sono femministe, ma parliamo del caro vecchio femminismo per la parità dei sessi e il riconoscimento-valorizzazione delle differenze. Oggi il femminismo proposto dal web è molto diverso da questo e spinge molte donne ad affrettarsi a dichiararsi anti-femministe per evitare di passare da frignone che ce l'hanno con gli uomini a prescindere, che pretendono di essere superiori agli uomini come sesso ma poi vogliono più diritti di loro.
    Ricordo la polemica per il fatto che non ci fossero donne nei Navy Seals, che è un corpo di guerra ad altissima specializzazione che richiede gente estremamente preparata anche dal punto di vista fisico, ma proprio gli standard fisici impedivano alle donne (come a molti uomini) di entrare. Gli USA cedettero e abbassarono gli standard, risultato: anche così le donne non riuscivano a superare il test d'ammissione. Allora mi sono chiesta: che cosa vuole esattamente il femminismo? Le pari opportunità non dovrebbero essere appunto pari? Un sacco di uomini erano stati scartati dai NS perché non avevano i requisiti fisici, però nessuno ha abbassato lo standard per loro, ed è giusto abbassare certi standard per rendere un lavoro più accessibile a tutti (in questo caso anche alle donne, ma succede anche con altre 'minoranze')? Vorremmo che fosse più facile diventare medici, avvocati, insegnanti, ragionieri, geometri, piloti solo perché così anche chi non ce la potrebbe fare possa comunque coronare il suo sogno?
    Conosco anche uomini che subiscono ingiustizie sul luogo di lavoro, compreso vedersi negare promozioni legittime (nel senso che già svolgono quel lavoro ma non prendono lo stipendio pertinente) perché quel posto è destinato al raccomandato di turno, che a volte è una donna perché è ammanicata (esattamente come potrebbe esserlo un uomo) o perché in un ruolo da dirigente sarebbe meglio metterci una donna così vedono che in quel posto di lavoro non si fanno discriminazioni. È questa l'uguaglianza che cerchiamo? È questa l'immagine del femminismo?

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    1. A volte mi sembra che le 'minoranze' facciano polemica solo per farne, quando uscì la campagna sulla fertilità tutte le femministe col dente avvelenato, ma perché? Si fossero accanite solo sulla scelta degli slogan e delle immagini che erano patetici e privi di tatto per un argomento tanto delicato posso capire, invece molte è proprio col contenuto che se la sono presa, come se fosse falso o se non avere possibilità economiche (l'obiezione di molte) cambiasse il dato di fatto della biologia umana. Un imbarazzante tentativo di far risparmiare migliaia di euro in cure per la fertilità a donne che in buona fede hanno aspettato troppo è diventato un attacco al genere femminile, allora persino ciò che viene fatto per le donne viene preso come contro?
      Ci si sente schiacciate tra incudine e martello, da una parte dichiararsi anti-femminista tradisce un universo di valori ed ideali, dall'altra il femminismo esasperato di oggi mette nella condizione di essere a prescindere contro tutto e tutti, comprese le altre donne. E poi cosa vuol dire femminismo ormai? Essere come gli uomini, cioè cripto-maschilismo (o sei come un maschio, o non sei), o poter provare a essere quello che cavolo ti pare 'anche se' sei donna? Non dovrebbe esserci differenza tra la donna-casalinga e la donna-in-carriera, eppure spesso mi sento in difetto per il fatto di non lavorare anche se per la maggior parte del tempo nessuno me lo rinfaccia, e se parliamo del mio compagno non me lo ha mai rinfacciato manco per sbaglio. Forse è perché rimpiango come sono andate molte cose negli ultimi anni e penso che avrei potuto e dovuto far andare tutto diversamente, ma sarà vero che avrei potuto dato come funziona il mondo?
      Per ora mi tengo il mio femminismo mancato all'antica e continuo a risparmiarmi certi contatti sul web, che siano femministi, vegani, antivax e chi più ne ha più ne metta, è meglio per il mio fegato e la mia inclinazione alla polemica che eviti certa gente o non vivrò altri 30 anni.

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    2. Ahahah, sto pensando ai termosifoni! Ora mi toccherà controllare i miei ;). Ho qualche amica femminista, parlo ovviamente del mondo “reale” e qualcuna storce il naso per la mia scelta, o come dici tu rosik. In rete le cose cambiano, soprattutto ci sono molte incazzate e guai a farglielo notare. Sarà perché, e vantiamoci delle sfighe, ne ho passate tante, sono un tantinello ironica e anche, diciamolo, pronta ad ascoltare e a leggere ogni singola voce. Quello di cui parliamo Rossella ed io è un po’ di nicchia (nel mondo reale, in quello virtuale si sta allargando), riassumendo fino a dieci anni fa c’erano un certo tipo di siti e ideologie, oggi quelle “ideologie” si sono trasformate, e in poche parole sono quasi tutte figlie della dea (per tagliare corto). Fin qui non ci sarebbe nulla di male, anzi, Conosco tante brave persone e si sa che sono animista/agnostica da una vita, e quindi avrei, e il condizionale è azzeccato, molte cose in comune. Il problema che mi sono sempre posta, da rompi balle, è il seguente: io so “cosa sono” da una vita (o quasi) e ho lottato per ore, stipendi, pause e quant’altro, discutevo del mio credo all’età di 17 – 18 anni con i professori di religione e italiano, e oggi ho 45 anni, queste, invece, decidono di appartenere a qualcosa per aver letto un paio di libri o libri che hanno le stesse fonti (e sto generalizzando). Qualche volta faccio fatica a prendere sul serio qualcuno che posta argomenti, foto, immagini, “viaggi” di altre. Voglio dire, discutono di violenza sulle donne, bene, m raramente riportano vittorie, ad esempio, che molte donne arabe si sono fatte ammazzare per poter guidare (Arabia Saudita). Le loro notizie vertono quasi sempre su un’unica strada, argomento, notizia, e non parlo delle leader che invece si sbattono o leggono seriamente. La leader decide di cosa parlare e per giorni non si fa che discutere di quella cosa, ad esempio la pubblicità della Motta, in cui gran parte prendeva in giro la falsa moralità “patriarcale”. Per me queste cose non sono lotte femministe. Una, forse due, lottano per la storia dei vaccini, scendendo in piazza, le altre discutono sulla piattaforma FACEBOOK, credendo così di cambiare il mondo. Di sovente sbraitano.

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    3. Ora, non sto a dirti se io sia pro e contro, ad ogni modo vogliono convincerti urlando e prendendo in giro il prossimo, sottolineando che è il prossimo che prende in giro loro, di diventare: vegano, contro i vaccini, BBBUONO. Molte sognano di aprire una comune, perché “coltivare e zappare la terra” è semplice. Alcune volte intervengo quando leggoche i papillomi sono come l’AIDS o che basta non avere tanti rapporti sessuali per non prenderli. Altre volte mi è capitato di spiegare che l’omeopatia non è una scienza (non sanno manco che non è fitoterapia, però sono figlie della dea), altre volte ti tocca tacere… se dici che la criminalità della tua città (loro che cavolo ne sanno della mia città?) è aumentata per colpa di una cattiva amministrazione e un’ondata di persone arrivate dal paese X, apriti cielo: sei razzista! Se dici che ami truccarti per piacere a te stessa e al tuo partner (e potrei pure essere lesbica) apriti cielo: sei maschilista! Non mi vergogno a dire che da piccola ho giocato con le bambole e che amo le bambole e i vestitini da bambina, peccato che io abbia vissuto in mezzo agli uomini e mia madre è tutto fuorché una donna paciosa, buona e soprattutto non si truccava e non mi ha insegnato nulla sull’essere donna (lei però era proprio bella). Non mi vergogno a dire che amo i personaggi romantici alla Darcy, perché cribbio dovrei negare il mio “romanticismo” (che non è quello dei baci perugina)? Sono al secondo matrimonio, ho un carattere del menga, e mi risposerei, ma a voi che ve frega? Ma neanche questo va bene, perché se sei sposata devi avere figli o “non puoi capire”, e se sei single sei una donna forte e coraggiosa. Eh? Sono stata con uomini paciosi, niente cavalieri a cavallo eppure devi dimostrarlo! Oggi devi dimostrare il tuo ragazzo, tuo marito e parlare di lui come fosse un vero uomo, quello che piange e lava i piatti. Ma, mio marito è davvero una brava persona, che devo dimostrare? Le femministe, che per carità almeno oggi si fanno sentire durante la festa della donna, pensano che le pari opportunità attraversino i giornaletti porno e le bambole gonfiabili.

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    4. Da che mondo è mondo la prostituzione è sempre esistita, per carità sarà pure colpa delle donne, ma non credo che durante il neolitico gli uomini fossero degli stinco di santo, perché, purtroppo, di “schifezze umane/maschili” ne so qualcosa. Non si combatte per gli stipendi, non si parla mai di economia, anche perché la maggior parte non capisce nulla e parla per luoghi comuni. C’era una l’altro giorno che si vantava di non aver mai fatto uno scontrino, però sogna un mondo migliore. Un’altra diceva che in Italia non puoi farti la casa dei sogni perché poi arriva la finanza che te la toglie (storia lunga), peccato che il mondo non giri proprio così e che non ci siano “BUONI” e “CATTIVI”. Quando ero ragazzina alcuni commercianti, che viaggiavano il triplo della mia famiglia, piangevano il morto per la pensione futura, peccato che negli anni 80 le imposte si pagassero poco… non che oggi sia meglio, si fa la gara al NERO, ma tutti sognano un mondo migliore. E quindi sì, le femministe manco sanno nulla di economia, ma vengono a rompere “le palle” a persone come me, dicendo che lo STATO ti ingoia e non ti fa lavorare. Di burocrazia, giustizia e leggi sanno poco e nulla, sempre che non ne parli il leader. E non ci sarebbe nulla di male ad essere un tantinello ignoranti (chi non lo è?), il problema è che vogliono avere gli stessi diritti degli uomini scrivendo su FB. Ora, parliamoci chiaro, quando lavoravo in ufficio stavo in rete nelle pause e alla sera, e ti posso assicurare che le signore (e i signori) postano e commentano dalla mattina alla sera e lavorano quasi tutte, ma vogliono un mondo migliore.
      In merito ai lavori, passo la mano, altrimenti si nota il mio cinismo.
      Non mi parlare della campagna sulla fertilità, ho difeso un uomo perché aveva osato dire le stesse cose che hai appena scritto. Quando provi a spiegare che alla mia età, ed è un dato di fatto, si fa fatica ad avere figli le donne ti rispondo: se vuoi puoi. Ora, lasciando perdere il fattore economico (e sono tra quelle che potrei, al momento, permettermelo) è inutile spiegare che non è come comperare una gonna, anzi. In ogni caso, sono tutte per le cure sulla fertilità ed è una contraddizione per il loro modo di vivere sano: partorire in casa, fattoria alla mulino bianco che non hanno. E ti dirò, sono così liberale, politicamente parlando ero una fan di Pannella dei periodi migliori, che sono d’accordo per partorire in casa, per le cure ormonali, per una vita sana. Vuoi drogarti? Fallo. Vuoi fumare? No problema. Vuoi vivere in mezzo alla natura? Ok. Non mi scandalizza nulla, anche se un mondo non si migliora fregando il prossimo (meditazione e sciamanesimo da quattro soldi).

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    5. Il mondo si cambia spiegando e combattendo quando c’è da combattere, no chiudendosi a riccio. Faccio un esempio idiota, te ed io apriamo un gruppo e parliamo di nuvole, discutiamo sulle scie chimiche (lascia perdere la vericità), siamo una cinquantina. Ci passiamo informazioni, lotte e commenti in merito a questo argomento, urliamo che se tutti utilizzassero un certo tipo di componente il problema si risolverebbe. Postiamo ogni giorno notizie, foto e video. Qualcuno si avvicina, curioso, ma noi, che siamo intelligenti, lo “banniamo” (non si fa praticamente più ma urlare e/o isolare è uguale). Dimmi, a che serve? Se voglio dimostrare che quello porti a quell’altra cosa dovrò commentare e comunicare (nel vero senso del termine) per arrivare ad una soluzione, mentre le donne di cui sopra sono accanite quanto quelli che non sopportano. E quindi: guai a dire che ami truccarti, guai a dire che sei pro vaccini (e io manco lo sono), guai a dire che vai al McDonald (ma chi ci va? E anche se fosse…), guai a utilizzare il termine “vacca” nei confronti di un’altra donna e allora utilizzerò stronza, così saranno felice e soprattutto, ha ragione Rossella, non osare dire “NEW AGE”, e qui si evince che non hanno studiato.
      Vedi, non c’è differenza tra contadina o casalinga, casalinga o operaia, operaia o dottoressa, almeno non per me. Sul fatto del “non lavoro” capisco, spesso mi sento in colpa, ma è un difetto di questa società, ci piace farci gli affari degli altri, non è una questione maschile o femminile, siamo proprio dei pettegoli!
      Poi, ti dirò, tra i miei 233 contatti di FB la metà non è femminista né vegana, e da loro non ho letto commenti contro i vegani, altre donne, gli emigrati e i vaccini, a parte alcune eccezioni e le eccezioni sono un paio. Quindi il 2 per cento non è la regola!
      Un abbraccio e scusa i polpettoni :*

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    6. Ma figurati, sono ben contenta di averli letti, anzi avevo letto già ieri ma volevo risponderti con calma, poi mi sono accorta che mi era partita una digressione su vegetariani e antivax infinita e che ero andata decisamente fuori tema, invece è più interessante quello che hai detto tu :)
      Non amo frequentare i porta bandiere di ideologie varie perché sono praticamente tutti così. L'onnivoro non rompe mai le palle, ma il veg-qualcosa ti condivide 100 video di mattatoi e il carnivoro altrettanti di cacciatori-raccoglitori che mangiano direttamente dalla carcassa appena cacciata.
      Mi è stato detto che non posso dirmi spirituale perché non sono vegana, non credo alle scie chimiche e non credo che siamo per metà alieni. Sicuramente non potrò essere manco femminista per ragioni già dette da entrambe. Forse sto meglio così, forse non posso essere una spirituale-da-forum né una femminista-da-FB (tanto non saprei parlare di economia in ogni caso), ma se questo mi tiene lontana dalla ricotta fatta con latte materno offerta a tradimento e da foto di placenta cotta sto bene così.
      Sicuramente cose del genere nella vita 'reale' ci stanno, ma penso che molte nascano da internet messo in mano alle persone sbagliate, che si sono potute incontrare e portare la loro follia fuori di qui. La gente si incancrenisce intorno agli argomenti e li estremizza, il femminismo è cosa buona e giusta ma poi internet trasforma l'estremismo di 1 in quello di 1000 e puff essere casalinga è anti-femminista. Simpatizzo per i veri animalisti, ma come scendere a patti col fatto che esistono attivisti che sabotano fondamentali laboratori di sperimentazione animale?
      Queste persone non vogliono condividere e cambiare le cose, vogliono imporre il loro modo di vedere, la loro opinione, quello che secondo loro è giusto. Va bene solo come dicono loro e il loro è sempre l'estremo di un movimento che nasce già di parte (sennò che movimento sarebbe) ma non così di parte. I non estremisti spesso non ci stanno e basta in quegli ambienti, e se ci stanno si defilano.
      Se esistesse un gruppo di ricette vegane dove non devi essere per forza vegano ci starei, se esistesse un gruppo di animalisti che non mette bestie e persone sullo stesso piano o addirittura subordina le seconde alle prime ci starei, se esistesse un gruppo spirituale dove non devi essere per forza una pecora del leader ci starei, se esistesse un gruppo femminista dove non devi disprezzare gli uomini o viceversa essere una cripto-maschilista ci starei, se esistesse un gruppo di donne che ha l'orto ma non lo concima con le proprie feci o il proprio mestruo ci starei e così via.
      Ma da quello che vedo l'estremismo e la creduloneria prendono sempre il sopravvento, anche se la maggioranza delle persone in un contesto poi non sono così, quelli che strillano di più sono sempre 'loro' e l'immagine che ogni movimento o gruppo tende a dare non è quella della sua maggioranza ma della minoranza degli strilloni.

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    7. PS: un abbraccio anche a te :*

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    8. Come fai a sapere che concimo l'orto con le mie feci? Ahahahah, scheeeerzo, ahahahah. Possono concimare e fare quello che gli/le pare basta che non diventi un tentativo per derubare la gente. Possono pure mangiarsi il fegato, sai quanto mi importa! Insomma, in questi giorni tramite un paio di persone, una la conosci bene, ho avuto una descrizione abbastanza lucida dell'operato di certe personcine. Un po' lo sospettavo, per carità. Sai, mi dispiace davvero per alcune, che pensano di aver raggiunto l'equilibrio facendosi manipolare e magari sborsando soldi. Un’amica per paura di “ammalarsi” segue tutte le discipline olistiche di questo mondo, per me non è vivere! Sai, a me spaventano quando additano quello o quell'altra cosa, quando decidono, che ne so... che lo Yoga faccia male e poi si fanno imbambolare da persone che si professano qualcosa senza aver studi sufficienti alle spalle. Per farla breve sono per "il parlare chiaro", vuoi i miei soldi? Vuoi la mia anima? Mettilo per iscritto, dimmelo! Fai meditazione a pagamento? Bene. Insegni la spiritualità a pagamento? Bene. Che parlassero chiaro. Stanno lì a bruciare diplomi, a farfugliare cattiverie e stupidaggini verso le altre filosofie, religioni, a vedere complotti cristiani e misogini ovunque… E’ ovvio che ‘sta gente si attira le antipatie. Nove su dieci post sono “incazzati” (questo vale anche per i vegani) e uno che deve pensare? Allora io posso anche andare oltre le “apparenze”, ma quanti si spingono a conoscerli? Ad andare oltre? Una proprio oggi ha sottolineato il suo dolore verso questa SOCIETA’ che non sa amare e naturalmente non conosce “il vivi e lascia vivere”, insomma le solite cagate, scusa ma non la sopporto proprio, ed è la stessa che per una puttanata mi ha tolto dalle amicizie, per non parlare di una sua parente che va a dire in giro: “non bisogna giudicare, bisogna perdonare”, e pure lei ha fatto un post sul mio sbaglio (sbaglio di cui mi sono scusata immediatamente. Scuse rimandate al mittente). Che andassero al diavolo ‘ste patetiche, arroganti, false ed incoerenti, becere gnoccolone, anzi TONTOLONE! Ora lo sai cosa accade quando non mi si perdona… ahahahah… In ogni caso, il mondo è bello perché è SETTA, anzi è avariato, no scusa… è vario! Ahahahahah che meraviglia! Ahahahah :*

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  4. Allora eri tu!! Ma se vogliono farci i soldi facciano, problema di quelli che glie li danno (che mi può anche dispiacere ma fino ad un certo punto, mi fanno più rabbia semmai), mi basta che nessuno mi offra ricotta umana o verdure mestruate a mia insaputa! XD
    Lasciamo stare i "salutisti", la mia reply che parlava di vegani in realtà parlava di salutisti in generale, ascolto e vedo certi controsensi, certe paranoie, che si vede proprio che la gente non sa che cosa inventarsi per fare l'"ammalata", si vede che "mangio di tutto un po'" fa troppo 1999. Tutti celiaci, tutti a rischio cancro se mangiano carne, tutti intolleranti a latticini e uova, ma ovviamente non uno che si comporti in maniera coerente (la pasta no ma la birra sì, classico). E guai a farsi le analisi, poi sai che delusione scoprire di non essere speciali, di poter mangiare tutto. Lo sai che esistono medici che ti dicono a cosa sei intollerante in base al gruppo sanguigno? E se smetti di mangiare quelle cose dimagrisci se sei grasso e ingrassi se sei sottopeso. E li pagano eh, giuro. Avevo un amico di famiglia che purtroppo è mancato per cancro al fegato, non poteva mangiare un sacco di cose e tutte le altre dovevano essere pastorizzate e/o ben cotte. Conosco gente che non ha niente, scoppia di salute, non ha familiarità genetica col cancro, eppure è ossessionata dalle stesse regole alimentari.
    Ecco penso che la più grande eredità che il cristianesimo ci abbia lasciato sia questa, la fatica di dover essere a immagine e somiglianza di Dio, di dover essere unici e irripetibili, di dover trovare un senso più alto alla nostra esistenza prima di morire, di dover essere Speciali. Qualcuno ci riesce più facilmente, tanto che convince anche gli altri, che lo pagano per farsi dire che sono speciali anche loro, fosse anche con una dieta che ti dice che non puoi mangiare i latticini.
    Penso che a certa gente freghi meno delle ideologie o dei movimenti per cui combatte che il combattere in sé. E' una predisposizione alla polemica e/o al vittimismo, si trovano un angoletto in cui possono sentirsi diversi dalla "massa", alcuni si sentono più vittime della "società", altri più censori arrabbiati, ma l'importante è avercela con tutti. Se volessero essere ascoltati e capiti potrebbero farlo, se volessero essere lasciati in pace potrebbero comportarsi di conseguenza, ma lo scopo non è quello si vede. Che differenza c'è alla fine tra le "urla" di un vegano o di uno che dice che mangiare cereali, legumi e frutta ("paleo") fa male? Sono talmente simili che sembra quasi che uno sia vegano e l'altro no per caso, la prima cosa a cui appigliarsi che hanno incontrato per strada l'hanno seguita. E sai quanti ne ho visti fare polemica prima da dentro un movimento e poi dal di fuori verso quel movimento stesso? Quando la maggioranza manco la senti, né quando sta dentro né quando decide di uscire.
    Che meraviglia, già :***

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