lunedì 11 settembre 2017

Un altro pianeta - seconda parte


Ricordi americani

Las Vegas è una città a sé. Al di là dell'atterraggio, che è stato alquanto turbolento, mio marito ed io abbiamo girato un'ora in aeroporto alla ricerca delle valigie, per fortuna con il fuso orario l'abbiamo recuperata. Dopo aver ritirato bagagli e auto, ci siamo diretti in Hotel per rinfrescarci. Peccato che per fare il check-in ci si impieghi dai 30 ai 60 minuti, a seconda della fila. Insomma Las Vegas è una città colma di umanità, come Monte Carlo raccoglie curiosi, turisti, prostitute, ricconi e arricchiti, con l'unica differenza che Monte Carlo è chic, mentre Las Vegas è trash. Per farsi notare si può girare con la "limo" (limousine) e sperperare il proprio denaro in uno dei tanti Casinò, che sono, a differenza del principato di Monaco, alla portata di tutti. Li trovi ovunque, in tutti gli Hotel, all'aeroporto o ancora fuori città, lungo il deserto del Nevada. Monte Carlo è elegante, ma noiosa, grigia e gli edifici, troppi per i miei gusti, soffocano la bellezza del mare. Las Vegas, invece, è bastarda imbrogliona, ricca, bugiarda e, diciamolo, un po' mignotta. E' una città pulsante, puzzolente, calda (al ritorno, prima di tornare in Italia, c'erano 43 gradi), colorata, cara, non dorme mai! 
L'albergo in cui stavo, "Excalibur", ha le fattezze di un castello, ma più che dai racconti arturiani prende spunto da quelli Disney, con slot machine compresi. Naturalmente ogni albergo ha un suo tema, il Bellagio presenta degli splendidi giochi d'acqua al ritmo di musica, che seppur fatti dall'uomo riescono a strappare meraviglia e sorrisi. Quando mi ricapita di vedere colonne d'acqua alte 76 metri accompagnate da "Fly me to the moon"? Forse sono americana e non lo sapevo.



Insomma dopo due ore di cammino scopri di aver visto soltanto quattro, forse cinque, alberghi. Sembra un parco di divertimenti, con la Tour Eiffel, la Statua della libertà, la piccola Venezia, i quartieri di New York o le farlocche ville arabe. Diciamo che ti prende per sfinimento. Inizialmente sei curioso, poi le scale mobili, i ponti, i semafori, le strade affollate, il caldo schiacciano l'euforia e quando decidi di tornare indietro è già troppo tardi! Sai che ci impiegherai ore prima di rivedere la stanza! 
Ovviamente non mancano i barboni, che vi dirò sono più invisibili di quelli di Denver. Un pensiero va al musicista di colore, alla signora con il cane, al dormiente, al fumatore di cannabis e all'uomo senza gambe! 
Un altro pensiero va al vino italiano che costa  20 dollari a bottiglia e alla coppietta che acquistava vodka in quantità industriale.
Infine un altro pensiero va ai 5 dollari persi in una manciata di secondi e all'acqua venduta a peso d'oro!




Usciti da Las Vegas vedi il deserto. Brullo, aspro, quasi cattivo, con piante grasse mai incontrate prima, veri propri alberelli, resi famosi dal cd degli U2 " The Joshua Tree".



Giunti in Utah e nuovamente con un'ora in avanti (nove ore indietro rispetto all'Italia e un'ora in avanti rispetto al Nevada) abbiamo attraversato il paese di Saint George*, che non ha nulla di speciale se non che viene consigliato da alcuni blogger e webmaster. 
Se non avessimo seguito alcuni consigli trovati sul web e di alcune persone che si occupano di viaggi per mestiere, avremmo speso più tempo nei parchi tra lo Utha e l'Arizona.
Ad ogni modo, le strade che portano ai parchi dello Zion, Bryce Canyon, Monument Valley (Arizona) e Gran Canyon (Arizona) sono spettacolari.




Solo per il parco nazionale dello Zion ci vorrebbero un paio di giorni, purtroppo l'ho visitato in un pomeriggio, con l'aiuto di una "navetta" e un paio di passeggiate a piedi. I sentieri conducono ai piedi di maestose formazioni rocciose e lungo il Virgin River. L'entrata al parco è di 15 dollari a persona, ma se si acquista la "carta parchi" (che va bene ad esempio per Zion, Bryce e Gran Canyon) paghi 80 dollari a coppia. Naturalmente ci abbiamo rimesso, infatti il giorno seguente, una volta arrivati al Bryce Canyon il ranger ha esclamato: It's Free Free Day!!!! 
E TI PAREVA!
Arrivati a Bryce, paese, ho dormito in un Motel, che gli americani chiamano Lodge, ad ogni modo fuori c'erano appena dieci gradi e si percepiva l'aria di montagna.



Il Bryce Canyon è un parco particolare, famoso per i pinnacoli che vanno dal bianco all'arancione, dal marrone al rosso. Gli Hoodoos dello Utah sono il prodotto di erosioni dovute all'acqua, al vento e al ghiaccio. Nonostante ci si trovi a 2000 metri di altitudine, e al mattino presto si stia piuttosto bene, il caldo ti accompagna ovunque, soprattutto nei tragitti più impervi. La bellezza di Bryce è indescrivibile, le foto e i video sono insufficienti a spiegarne la GRANDEZZA.






I boschi montani, visti durante il viaggio, sono alquanto secchi, aridi, allo stesso tempo misteriosi. Ricordano le pinete romane della mia infanzia, ma questa è un'altra storia.




Horseshoe Bend è una tappa obbligata, è una ansa del fiume Colorado non distante da Page (paese alquanto insignificante). La forma dell'Horseshoe  è quella di una U che ricorda un ferro di cavallo per l'appunto, mentre la profondità in cui si trova il fiume è di 300 metri. Insomma, qui i turisti si spingono sulla sponde vertiginose per scattare la foto migliore. Noi, naturalmente, come spesso è capitato, avevamo il sole contro.
Non distante da Page, e dalle riserve indiane dei Navajo, si trova l'Antelope Canyon.







Non ci siamo fatti mancare il tour, che dall'Italia ci avevano detto sarebbe stato su una Jeep 4x4, mentre abbiamo percorso il tragitto, che conduce al sito, su una camionetta. La guida Navaho, piuttosto simpatica, più che descrivere lo strepitoso dono della natura, si dilettava ad indicarci i punti fotografici migliori, quelli resi famosi dagli screenserver di tutto il mondo.
Il Grand Canyon non ha bisogno di tante parole, è ENORME, spettacolare, gigantesco, imponente. Vedere il sole scendere dietro le rocce, provare ad immaginare il percorso del fiume Colorado sono doni unici. Il Canyon è profondo più di 1800 metri e largo dai 500 metri ad una trentina di chilometri. Il parco, quello da noi percorso, per vedere il panorama dall'alto è grande una quarantina di chilometri.






La Monument Valley (Arizona - territorio tra Utah e Arizona) è il sito che ho preferito e amato. L'ho visitato sia al tramonto che al mattino, ed entrambe le volte ho provato una grande emozione. Come si può descrivere la bellezza?
Il viaggio però non è fatto soltanto di mete turistiche, ma anche di incontri, alberghi, souvenir, motel/lodge, disavventure. 







Attraversando il Wyoming, il Colorado, lo Utah, l'Arizona e il Nevada mi aspettavo di trovare quei localetti tipici dei film e telefilm americani in cui c'è una tizia che ti serve sempre una marea di caffè. In verità, non ne ho incontrato nemmeno uno. Non troverete autogrill, bensì benzinai con piccoli supermercati, in cui i bagni (RESTROOM) sono spesso puliti.
Per sbaglio siamo finiti a Shonto, una riserva Navajo, e al di là della natura selvaggia e al contempo strepitosa, non posso dire che gli indiani se la passino bene, almeno così mi è sembrato.
Mi aspettavo qualcosa di diverso nel visitare l'Arizona e lo Utah, pensavo, fossero più aride, calde, quasi selvagge. Per certi versi il Wyoming, meno turistico, mi ha colpita di più.
Credevo che l'incontro con gli indiani d'America sarebbe stato "sacro", in verità la cucina navajo è simile a quella messicana e il piatto "vegetariano" da me scelto era identico a quello "carnivoro" ordinato da mio marito. Della serie "prese per i fondelli". Perfino il serpente, assaggiato qualche giorno più tardi, sembrava pesce impanato. L'artigianato indiano è costosissimo, mentre le cose più economiche sono, come accade ovunque, sfornate in fotocopia. 
Da una parte ho visto indiani benestanti, che trattano i turisti come fossero degli imbecilli (una guida navajo scattava foto ai giapponesi travestiti da cowboys), dall'altra ho visto bambini e uomini con lunghe cicatrici sul volto. Non so cosa pensare.




Abbiamo bucato una ruota a due giorni dalla fine del viaggio, in una zona in cui il cellulare non prendeva e le persone, diversamente dal Wyoming, non sono ospitali. Grazie alla pazienza di mio marito, e all'insistenza della sottoscritta, abbiamo trovato un Garage, in cui per una ventina di dollari ci hanno sistemato il guasto. Peccato che il giorno seguente ci siamo ritrovati nuovamente al punto di partenza, con una ruota che non teneva la pressione. Quindi ogni tanto, visto che il viaggio era quasi terminato, ci fermavamo a gonfiare la ruota.
Sono tante le cose da dire: dai viaggi in aereo, ai controlli in aeroporto, dagli americani conosciuti durante il tragitto a quelli incontrati all'aeroporto di Newark (New Jersey), più simili alla visione di "americani/occidentali/consumisti".
Non dimenticherò: le case mobili, i bellissimi TIR, i pulmini della scuola, le macchine del ghiaccio, la sera stellata al Lodge della Monument Valley, il piccolo appartamento alla Monument Valley, la gita sulla camionetta, il deserto del Mojave, la Route 66, il freddo e il caldo, la natura strepitosa, l'acqua al cetriolo e gli animali incontrati lungo il tragitto.
Sono passati quasi dieci giorni e continuo a sognare l'infinita, assoluta, bellezza AMERICANA.
GRAZIE STEFANO per questo, faticosissimo, meraviglioso viaggio!


















43 gradi


E ora sogniamo qualche aurora boreale ;).


ps: le foto sono scattate con macchine fotografiche differenti da Stefano e dalla sottoscritta. Ho firmato quasi tutte le foto per "semplificare".


*MESSAGGIO PER I BLOGSTAR E WEBMASTER E SOCIALMASTER VATTELAPESCA:

A Cavaillon non c'è la lavanda. E' una cittadina "non molto carina" famosa per il melone.
Grasse non è la città del passato e per vedere i campi di lavanda bisogna spingersi in cima, sul Verdon, o nei pressi di Sault, capitale della lavanda. 
Il Belgio non è solo Gant e Bruges! Sia in Francia che in Belgio si possono trovare megalitici come a Weris o Brignole.
St. George (Utah) non è particolare, e si può evitare!

16 commenti:

  1. Un viaggio fantastico, notevoli i tuo scatti fotografici.
    Saluti a presto.

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  2. Che foto!!! Che paesaggi mozzafiato, ma soprattutto l'Antelope Canyon.. una visione! Immagino che dal vivo la Monument Valley e le altre cose dovevano apparire ancora più immense!
    Comunque a Roma siamo arrivati a 45°. Non so dove eri ma li abbiamo,purtroppo, battuti (lì magari è normale, qui no).
    Devo dire che però dalle foto il cielo sembra bello limpido, non afoso come un cielo over 40° da noi. E mi piacciono tantissimo quelle immagini dei film americano di quelle distese di prati o campi a perdita d'occhio con quei cieli enormi che toccano fino terra in ogni direzione.
    Magnifico viaggio Simo. E complimenti per la foto alla via lattea!!

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    1. Sì, sono posti stupendi. Diciamo che i 40 gradi nel "deserto" sono piuttosto secchi, l'umidità l'ho avvertita presso lo Zion Park, tuttavia non posso dire di avere sofferto il caldo. Ho provato freddo, caldo, sole, pioggia, umidità nel giro di 14 giorni, cosa che ho trovato affascinante. Ho sofferto il freddo soprattutto all'aeroporto di Newark... vabbeh. I 43/45 gradi della Las Vegas invece sono umidi, per fortuna l'abbiamo girata di notte e gli hotel, che visiti, hanno condizionatori e quant'altro. A Roma, come tutto il centro Italia, non dovrebbe essere normale l'umidità, purtroppo, si sa, il clima è cambiato. Qui abbiamo toccato i 40 gradi, e ti dirò, da abitante della Pianura Padana = Palude = umidità, pensavo peggio. Noi, fin da piccini, siamo abituati a sguazzare "nell'acqua", ad esempio ora, che non c'è il sole, non si asciuga niente! In ogni caso, gli USA sono stati colpiti da 4 uragani, qui si sono toccati i 40 gradi (l'umidità è una cosa, la temperatura un'altra), a Roma si soffoca, le trombe d'aria portano via tutto... ed è tutto molto bello!

      Detto questo, la terra è un pianeta fantastico!

      :*

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  3. Ps: l'aurora boreale è il mio grande sogno. Quando siamo stati in Norvegia d'estate non ne abbiamo viste perchè c'era sempre il sole tutto il giorno anche, ovviamente, a Tromso, dove dicono che se ne possono vedere facilmente. Qualcuno la ci ha consigliato di andarci verso Natale. Purtroppo non è così facile beccare il momento giusto. Quanto vorrei riuscire a vederla!!!

    Bacioni :***

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    1. Mi piacerebbe andare in Norvegia, se per questo andrei anche in Islanda e in Canada... ;)
      Sì, l'aurora boreale si vede preferibilmente nel periodo invernale! Ad ogni modo, è già una fortuna che tu abbia visitato un paese così bello!:)

      :*

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  4. Questo commento è stato eliminato da un amministratore del blog.

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  5. Scusa, non so perchè mette i miei commenti doppi. 0__0 mah!

    Un abbraccio

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  6. Ho notato pure che li mette come se fossero inviati ad orari diversi... Che stranezza!

    :*

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  7. Che meraviglia Simo :) Mi piacerebbe tantissimo visitare questi posti, anche se QUARANTATRÉ gradi fanno spavento! :D le foto sono eccezionali, veramente belle e meglio di qualsiasi screensaver :P l'America coi suoi immensi spazi deve dare un'eccezionale sensazione di libertà che mi piacerebbe provare :) veramente un bel viaggio, complimenti! Sarei curiosa anche io di vedere gli indiani, da quello che ho capito c'è un gran divario tra i ricconi e gli umili che soffrono la condizione di emarginati, ma sicuramente di persona è diverso da come vengono dipinti dal cinema e dalla televisione.
    Sono contenta che abbiate fatto quest'esperienza, non è da tutti :)) un abbraccio :*

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    1. Grazie per i complimenti! ;)
      Non sono mai stata interessata agli USA... Diciamo, che una volta visti (e ho visto poco) vorresti scoprire il resto. In merito agli indiani non so davvero cosa pensare. C'è tanta povera gente...

      Guarda, Silvia, il caldo è una questione mentale, te lo dice una persona che si faceva tante paranoie (ansia, claustrofobia, agorafobia, vertigini, ipocondria e chi ne ha più ne metta). Ora, si sa che chi soffre di "ansia" vuole avere il controllo assoluto, quando questo controllo lo getti dall'esterno all'interno e non viceversa, te ne sbatti del freddo, del caldo e di tutto quello che ne consegue. In questi ultimi anni sono salita su camionette, jeep, dromedari, sommergibili e soprattutto ho fatto 12 ore di aereo senza ansiolitici. Il caldo mi fa un baffo! Certo, ho ancora qualche problema con le altezze, lo spazio, i ponti... ad ogni modo, più di cadere come un salame per terra che dovrebbe accadermi? Chi è andato nel deserto sa che i 40 gradi sono una passeggiata, quando tocchi i 50 (52 gradi in Giordania), e l'aria calda (quando apri il forno caldo capisci) ti schiaffeggia la faccia ti senti VIVO, quando tocchi i -20 o i congelatissimi -12 di Bratislava ti senti VIVO. Quello che ci rende vivi è il gettarci, nonostante tutto, in nuove esperienze e al diavolo il vento (Bratislava, Lanzarote, Trieste mi hanno dato molto), l'acqua o il sole! Ho visto svenire come birilli decine di persone nella Valle dei Re, eppure si sono alzate e sono andate avanti. Ho avuto la febbre in Egitto, la dissenteria in Tunisia, la cistite in Francia, sono stata punta da un insetto malefico in Spagna, nonostante tutto non mi sono fermata, se non per qualche ora/mezza giornata. Negli USA avevo un dito della mano fuori uso per via della mia pelle delicata, storia lunga. Mia madre soffre il caldo, eppure quando viaggiava stava bene. I 43 gradi sono uno scherzo, basta non pensarci. Per 23 anni, e chiudo, ho percorso chilometri a piedi o in bici per andare a lavorare, e non sono morta! Quello che davvero non sopporto è camminare sotto il sole e avere una persona accanto che mi ricorda "il caldo"...

      Tutto questo per dire che puoi andare dovunque, basta avere tempo e danaro!;)

      :*

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  8. I miei complimenti per il post, il reportage e le bellissime foto.
    Brava Simona.
    Maurizio

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  9. La natura offre sempre qualcosa di cui sbalordirsi.

    Sono paesaggi che spesso si vedono in tv o sulle guide ma vederli dal vivo deve essere davvero incredibile.

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    1. Infatti. Ti dirò non ho mai pensato agli USA come viaggio, ho sempre sognato il Canada... per dire. Quando ti trovi lì vorresti rimanerci. Sono posti incredibili, non si possono descrivere.

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  10. Questi panorami fatti dalla natura sono veramente grandiosi e meravigliosi!

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