lunedì 30 ottobre 2017

Come vivere felici ai tempi dei social #modernità

Gli ingredienti per avere successo

Sarà capitato anche a voi  tra le mani un libro che SVELA I TRUCCHI PER ATTIRARE IL SUCCESSO. Beh, sono tra quelle che ha letto alcuni testi, frequentato - per lavoro - corsi e visto documentari sull'argomento.
Nei corsi di comunicazione capita di inciampare su testi come "Il piccolo principe" di Antoine de Saint-Exupéry o peggio su "Chi ha spostato il mio formaggio" di Spencer Johnson. Entrambi indirizzano il lettore a comportarsi in un certo modo: in famiglia, con gli amici, nella società e, dulcis in fundo, in azienda. L'ingrediente principale per fare carriera o vivere pacificamente sul posto di lavoro, è saper affrontare i cambiamenti. 

Partiamo con gli ingredienti segreti, quelli, senza che spendiate un soldo, sono dentro di voi. Non occorre che vi scervelliate, né che perdiate nottate! Se siete curiosi, consiglio naturalmente "The Secret", il libro che ha cambiato la vita a molte persone. Come vi accennavo ci sono tanti corsi, dalla meditazione al bagno di campane tibetane, e svariati libri come "Il potere del riordino" o " Hygge - Il metodo danese per vivere felici", che hanno lo stesso obbiettivo: il segreto della serenità.
Per quanto mi riguarda è da anni che mi interesso alle "discipline New Age", talvolta per ricerca, altre volte per cultura, altre volte ancora per semplice curiosità. Fino a dieci, quindici anni fa, si tendeva a riciclare, oggi perfino la stoffa per fare i patchwork si acquista in negozio (a breve su www.ilborgoantico.net - chiusa pubblicità). Non stupitevi quindi di chi compra tamburelli, incensi e musiche orientali, forse, indipendentemente da come la pensiate, siamo vittime dello stesso disagio.
Si inseguono i vecchi mestieri, però a modo nostro, qualche volta la passione viene sorpassata dal "guadagno", ci si riempie di sapienza, non riconoscendo i propri limiti. Sia chiaro ho un grande rispetto per le discipline, come lo Yoga ad esempio, tuttavia non mi fido di chi ha poca esperienza e oggi va di moda non averla. 

Parafrasando Jung, seguiamo tutti lo stesso modello, come un eco perso nel tempo.


Ed ecco di seguito alcuni degli ingredienti segreti

- Pulizia mentale

Il nostro problema è quello di fissarci con le scadenze, soprattutto se fate un lavoro di ufficio. Ci piace programmare, organizzare e pensare al futuro. Il segreto di una vita migliore è vivere il qui e adesso! Questo non significa "vivere alla giornata" né fare spallucce, ma realizzare qualcosa nell'immediato presente. Per farla breve, non vi piace il vostro lavoro? Non preoccupatevi, fate del vostro meglio, siate positivi, cercate di essere grati per quello che avete e vedrete che l'universo vi darà un'altra opportunità. 

- Sognare

Sognare apre la mente. Più piangiamo per quello che non abbiamo, più non riusciamo ad uscire dalla situazione in cui ci troviamo. Non importa se domani non partirete, se non visiterete quel museo o non andrete in Nuova Zelanda. Prendetevi qualche ora per un viaggio virtuale, guardate i siti che parlano del vostro artista o cantante preferito, studiate gli orari e i prezzi dei treni, degli aerei, degli alberghi. Questo tipo di "sogno" apre la mente e vi fa scoprire cose che non conoscevate prima.

- No al pessimismo

Ecco, una cosa che ho imparato, leggendo testi di economia, che l'iniziativa è una buona tecnica per non cadere nel pessimismo. Certo, mi direte, tu che fai di così speciale nella vita? Qui però, ed è quello che mi piace di questi libri, "non stiamo parlando di me, ma di voi!". Al di là dell'aria fritta o del sorriso sornione, ho capito una cosa, sembrerà banale ma pochi la seguono, che per avere "successo", realizzare un progetto dobbiamo sfruttare le nostre capacità. In poche parole, non fare il passo più lungo della gamba. Mentre leggevo il libro "L'America di Trump" di Alan Friedman, un racconto sulla disuguaglianza e le problematiche degli States, sono arrivata alla conclusione che Trump è figlio della strategia. Per vincere, e non sto parlando semplicemente di danaro o lusso sfrenato, bisogna sfruttare i trucchi del mestiere. Ed ecco i compendi tipo "Come creare una Startup in proprio con meno di 1000 euro" di Andrea Benedet!

- Passione

Se fossi un'insegnante di un corso di comunicazione, vi farei vedere "Chef's Table" e "Mind of a chef", soprattutto le puntate in cui compare il cuoco svedese Magnus Nilsson. 
Si sa, a me piace la cucina casalinga e sono vittima della tradizione. Non amo tanto le creme, ed è più facile che io prepari dolci al semolino, alle nocciole, con le mandorle o di castagne. Mi piace preparare risotti, zuppe, polenta e verdure in mille modi diversi; in merito alla carne, mangiandone poca, la "trucco", e quindi vai con polpette (le mie sono speciali), polpettoni o con arrosti speziati. Faccio conserve e marmellate, però non ne vado pazza.
Esiste la cucina casalinga, ci sono i ristoranti e infine c'è la cucina creativa. Alcuni copiano lo stile altrui, senza sapere a quale categoria appartenere.
Come tutte le cose ci vuole studio e ricerca. Possiamo anche essere vegani, vegetariani, crudisti, onnivori, carnivori ma se non sappiamo da dove veniamo, difficilmente possiamo permetterci di cucinare per altre persone. Il cuoco stellato Massimo Bottura ci insegna l'arte del recupero, e la madre, sperando di non fare una gaffe*, racconta di come un tempo non si buttava niente del maiale, visto che un esemplare doveva durare un anno.



La passione ve la narro attraverso i gesti di Magnus Nilsson, cuoco svedese. 



Nonostante sia contro la caccia, trovo il suo approccio nei confronti della natura quasi "sacro". Mi piace che cucini le patate nelle foglie di betulla, che conservi, visto che vive in un territorio ostile, bacche, verdure e altri prodigi in freddi sotterranei. 



Adoro il suo studio archeologico, folkloristico sul cibo. Magnus è il simbolo della passione, della forza di volontà. Racconta la natura attraverso una portata, ascolta, collabora e acquista da artigiani del cibo. 



Ed ecco apparire le cappesante adagiate su rami di ginepro, distillati, tisane, odori di licheni e muschio. E qui la nostra immaginazione si gonfia, non è importante sapere se ci piacerà il cibo sul piatto. Ogni portata racchiude una storia: il lago ghiacciato, la neve tra le foglie, il disgelo.



La cucina è per me come "L'arte della guerra", riesco a trarre degli insegnamenti guardando gli interpreti della cucina creativa. Mi perdo nei loro gesti, nella loro "cerca". Il miglior cuoco al mondo, Alain Passard, cambia strategia, e spinto da una folle passione elimina quasi tutti i piatti con carne e si dedica alle verdure, le trasforma. In fila appaiono creme di rafano, fumo di barbabietola, sinfonie di spezie, fiori profumati e ortaggi coloratissimi.

La passione è l'ingrediente segreto, forse il più importante per trovare la felicità.

* sono andata a memoria nella realizzazione del post, mi scuso per gli eventuali errori.

Continua...

domenica 22 ottobre 2017

Entropia



Questo post è un po' lungo... riassume una piccola parte del mio stato d'animo. Piccola.

Sto scrivendo un saggio, ormai l'ho detto un centinaio di volte, e francamente ho qualche difficoltà, non tanto con le parole e lo studio ma con la famosa "grammatica". In rete tutti si beano di saperne più di me, più di voi, offendendo chi sbaglia un congiuntivo. Peccato, però, che i più scrivano un paio di righe, non abbiano la mia velocità e non conoscano il significato delle parole "modestia" e "refuso". 
Io, francamente la grammatica non l'ho mai fatta, ma non facciamone un dramma. S'impara!
Credo nella comunicazione e nella sana partecipazione. 
Il saggio mi porta via molto tempo, talvolta rimango ancorata ad alcune storie. Dopo aver studiato un quadro di Eych, ho sognato per giorni la casa dei coniugi Arnolfini. Quando sono uscita dalle stragi di balene, volevo unirmi a Greenpeace. Ora la mia testa è bloccata a Salem, e vi dirò sono abbastanza arrabbiata.
Il saggio dovrebbe tratteggiare le luci e le ombre della nostra storia, raccogliere curiosità e piccoli prodigi.
Per questo motivo da tempo non scrivo un post "decente", uno di quei post in cui le parole escono da sole, senza che io le comandi.
Le letture si aggrovigliano, intensificate, come giusto che sia, dalle mie ricerche. Molti temi, e ce ne sono davvero tanti, non verranno affrontanti. E quindi li ripropongo qua...

"... Molti si credono troppo superiori per farsi mantenere dalla città, ma più spesso succede che non siano tanto superiori da non mantenersi con mezzi disonesti, cosa che dovrebbe essere assai più disonorevole..." (David Thoreau)


"Per quanti uomini la lettura d'un libro è stata l'inizio d'una nuova era nella loro vita!" (David Thoreau)

Ogni persona ha le sue letture, c'è chi si ostina ad acquistare libri tipicamente commerciali, quelli del resto li trovi ovunque, perfino sugli scaffali dei supermercati. C'è chi si ostina a leggere soltanto libri particolarmente complicati, snobbando la recente letteratura o i romanzi usa e getta. Trovo ridicole certe diatribe, da una parte incontri quelli che non si spingono oltre i propri limiti, dall'altra ci sono coloro che pensano che l'intelletto sia l'unica forma di comunicazione, e per intelletto non intendono "il cervello" bensì la cultura, stratificata da paroloni come "espungere" e "omeostasi". E nel mentre sei dinanzi ad uno/a con cotanta sapienza, ti verrebbe da chiedere "perché sei così stupido?". Parliamoci chiaro, nella storia sono rimasti i romanzieri, meno i poeti o gli storici,  fondamentalmente è più facile che un ragazzo conosca Kerouac che Nepote. A me piace leggere, e non riesco ad essere vicina all'una o all'altra idea. Ogni tanto, spesso, mi scontro con pretestuosi scrittori/studiosi che danno dell'ignorante a chicchessia, nascondendosi dietro "paroloni" - rubate - o strani ragionamenti che non vanno oltre lo sbadiglio. Questi signori e queste signore non hanno il coraggio delle proprie azioni, e sono avvezzi a porsi su un gradino più alto. Francamente sono ingorda, eclettica e purtroppo pigra. Questi, che incolpano la società dei loro insuccessi, che scuse hanno?
Non si scrive per arrivare primi. Non si legge per dimostrare quanto si è intelligenti,  per urlare: IO LEGGO E TU? 
I miei insegnanti, quelli di italiano, erano noiosi. Prendete, ad esempio, "I promessi sposi" o "I malavoglia", provate a pensare a come li avete letti e studiati, alla sfilza dei saccenti critici che vi suggerivano cosa dire durante l'interrogazione. Ora, provate a pensare al vostro scrittore preferito, se ne avete uno, o a un libro, e fate la stessa cosa, trovate l'estetica, la sintassi, l'anima. Vi insegnano il romanticismo, il verismo con le solite frapposizioni del caso, mescolate ad anni di studi classici, sbattute in faccia appena possibile, soprattutto se, come me, gli studi classici non li avete fatti. Ed è così che arriva la noia! E' un caso che io ami la letteratura, il cinema e il teatro. Non è un caso, però, che capisca poco la matematica. La scuola è fatta di programmi, di vocaboli che seguono altri vocaboli, di storie lasciate lì, nel cantuccio delle meraviglie. La passione, e vi ho già annoiato ;), è tutt'altra cosa. Se ci fossero insegnanti come il Professore Keating nessuno esclamerebbe: "In Italia si legge sempre di meno".


Cucina

Mi piacciono i libri di cucina, non solo i ricettari (sono tra quelle che ha "Il Cucchiaio Verde" e "La scienza in cucina e l'arte di mangiare bene" di Pellegrino Artusi"), ma anche quei romanzi (alcuni stupidi) e saggi che nascondono ingredienti segreti, spezie e sapori di una volta. Ogni tanto, tra i mille progetti, c'è pure un libro di ricette, quelle di famiglia. Insomma, per non farci mancare nulla questi sono alcuni dei libri che ho in casa - non li ho ancora letti tutti -:

Isabel Allende - Afrodita

Chutra Banerjee Divakaruni - La maga delle spezie


Joanne Harris - Chocolat


Andrea Israel e Nancy Garfinkel - Il club delle ricette segrete

Allegra Goodman - La collezionista di ricette segrete


Erica Bauermeister - La scuola degli ingredienti segreti


Katharina Hagena - Il sapore dei semi di mela


Jules Stanbridge - La ricetta segreta della felicità


Clara Sereni - Casalinghitudine


Cucine Cibi e Vini nell'Età di Andrea Palladio

Daniela Francescutto - Racconti di Campagna e di Cucina

Nataša Cvijanović - Il ricettario di Baba Ljuba

Del "saggio"




Non so se scriverò di Donald Crowhurst, tuttavia mi sento di consigliare il film documentario "Deep Water" e il libro "Lo strano viaggio di Donald Crowhurst" di Nicholas Tomalin e Ron Hall. Continuo a dire di uscire dagli schemi. So a malapena galleggiare, ma AMO l'acqua. E' nel mio dna. Nel mio sangue scorre il mare e la campagna, il sud e il nord, ed è per questo che ADORO il deserto e vorrei andare ai Poli. So che un uomo fa ancora fatica a leggere un libro di ricette, sebbene i grandi cuochi siano uomini - e non aggiungo altro -, ma il viaggio di Donald non può essere messo da parte, dalle donne, perché è un "racconto di uomini", altrimenti dovremmo abbandonare metà letteratura.


Inciampando per caso su Elizabeth Gaskell, interessante scrittrice vittoriana, non ho potuto fare a meno di notare un testo di Mara Barbuni sulle case di quell'epoca. Attraverso gli scritti di Elizabeth Gaskell, Barbuni conduce il lettore nell'ambiente domestico tra fragilità, dubbi e moralità. Saggio semplicemente impeccabile.


Natura







Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa, vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto ciò che non fosse vita, falciare ampio e raso terra e mettere poi la vita in un angolo, ridotta ai suoi termini più semplici. (David Thoureau)




La seta


Da un vecchio post



Per anni ho cercato di spiegare il "guscio" e la "seta". Racconti di bruchi e farfalle. Di bozzoli e ali bagnate. Alcune farfalle svernano e ritornano in estate. 
La maggior parte di esse vivono pochi giorni, per gran parte del tempo indossano la divisa da bruco. La loro vita si basa sulla mutazione. L'uovo dura una settimana, il bruco 30 giorni, la crisalide 10 giorni, la farfalla dai 10 ai 30 giorni. Molte vivono qualche giorno. Il bruco si nutre di foglie, muta più volte, ingrassa per un unico scopo: morire per rinascere farfalla. Crea un'armatura. Il destino della Bombyx mori finisce nel bozzolo. La sua seta è preziosa. Pochi sanno che il baco (da seta) impiega dai 3 ai quattro giorni per creare un'armatura perfetta, formata da una ventina o trentina di strati costituiti da un unico e lunghissimo filo. La bellezza della farfalla è racchiusa nel bruco. Lo scopo del bruco è quello di diventare farfalla, quello della farfalla è di accoppiarsi. La natura di questo insetto funziona al contrario, nasce "brutto" e si spegne "bello". Lao Tse diceva: "Quello che il bruco chiama fine del mondo, il resto del mondo chiama farfalla". La polverina sulle ali  serve a farle volare, senza non sopravviverebbero. Sono certa di una cosa... non sarò mai una farfalla.
Ho tentato di spiegare cosa voglia dire avere un cuore di ragno. La ragnatela che intrappola le vittime, soprattutto insetti - il ragno non è un insetto - ha una potenza pari a quella dell'acciaio. La ragnatela è un ricamo perfetto, preparato da una creaturina non del tutto pacifica. E' formata da fili di seta che la rendono flessibile ed elastica. Coloro che hanno un cuore di ragno riescono a "intrappolare" le persone, a stupirle ed infine a "mangiarle" simbolicamente. Una volta che cadiamo nella loro tela, non riusciamo  ad uscirne, tanta è la potenza della trama.

 Nella ragnatela si svolgono i riti nuziali... ora sto parlando dell'aracnide, non dell'essere umano.

Avrei voluto capire il flusso della seta. 

***

giovedì 12 ottobre 2017

Progetti


L'autunno è un mese che amo, tuttavia non riesco ad imbrigliarlo. Ho così tanti progetti e cose da fare, che dopo quattro ore di studio sono sfinita. Sono più le ore che passo a "cercare" che a scrivere. 

Programmi di ottobre:

- fotografare, catalogare la merce, aggiornare il negozio! Finalmente!
- sistemare le foto dei blog e inserire i links
- realizzare una pagina Facebook per il futuro saggio 
- realizzare una pagina Facebook per A piedi Nudi 
- realizzare una casa per le bambole di "cartone", in legno la vedo dura
- realizzare quadretti con i fiori estivi
- "seminare" le rose (non spiego)
- terminare il saggio, ho scritto soltanto 63 pagine - al momento ho un titolo bellissimo in mente, tipo "Quando l'uomo s'invaghì del mondo"
- finire il capitolo sui pittori fiamminghi e quello su Stevenson. Decidermi se collegare Eisabeth Gaskell a Salem, se collegare Salem ai Padri Pellegrini e soprattutto chiedermi se ho davvero voglia di parlare di Salem - i capitoli li vedo nella mia testa -
- ho quasi deciso di fare un capitolo dedicato al cinema. Quasi. 
- revisionare il saggio - stamparlo, correggerlo e farlo leggere a qualcuno (se  quel qualcuno vuole fare da cavia, me lo faccia sapere)
- catalogare tutti gli appunti sull'orto e il giardinaggio
- prendere un paio di galline - non per mangiarle -
- terminare i "calendari"
- sistemare i libri che ho lasciato in giro per tutta la casa
- realizzare un sito o un blog di cucina casalinga, con ricette vegane/vegetariane per Silvia
- realizzare un sito o un blog in stile medioevale e magari pure vittoriano... steampunk è meglio! 
- iscrivermi a corsi on line - la mia città è priva di tutto -

Le parole mi si attorcigliano in testa, non fateci caso.
Pur non essendo una "scrittrice" tengo al mio progetto, e per realizzarlo studio e leggo parecchio. Non è un libro di storia, ad ogni modo devo stare attenta ai luoghi, nomi e date, quindi mi scuso per i modi da "orso", ma il tempo stringe.


Per distrarmi, presa dalla stanchezza, coloro qualsiasi cosa. Qualsiasi. Ah, che Artista!

Tele, foglie, vasi, cornici, sedie, sgabelli... 

Per casa






Nella stanza pericolosa






Nel cercare - sistemare - i libri
Alcuni hanno più di 20 anni (se sembrano nuovi è merito mio!)... che tenerezza!

Quando volevo trovare il Graal 


martedì 3 ottobre 2017

Del post - con un pizzico di ironia -

Si ricomincia da qui

Ci sono post e post, alcuni si fanno piccini e soffiano una storia. Piccola da conservare in una tasca. Ancora una volta faccio parlare le immagini. Le mie. Le vostre.

Ed è così che nascono gli esperimenti...

Dalla stanza pericolosa




Diventeranno rose?



 Sogni abbandonati sulla finestra






Semi per la prossima estate

Ho intrappolato l'estate







Quando mi sono montata la testa e ho finto di vivere in un museo!
Soprattutto... quando spolverare diventa un salto agli ostacoli! 


Quando la signora che ti vende un pezzo di "antiquariato" - le virgolette non sono a caso - sostiene che sia dell'ottocento. Eh certo!

E quindi conchiglia porta oggetti dell'ottocento!


Quando mio marito decise di non aprire più la finestra!


Quando sai che dovresti finire di riempire la libreria in sala, ma ti rifiuti di farlo perché, diciamolo, è troppo bella!

E quindi le altre esplodono. E' ora di prendere il Kindle...



Dal museo della navigazione di Battaglia Terme (PD)

Per ricordarmi che sono piena di cose e ho detto tutto!





Continua...

nel frattempo aggiornato: https://appuntiealtrestorie.blogspot.it/