giovedì 2 novembre 2017

Come vivere felici - secondo capitolo - #ilbosco


E si riparte dal bosco per narrare il significato della felicità. E' semplice suggerire di camminare tra gli alberi, è difficile farlo veramente.
Per anni ho cercato di recuperare i racconti dei nostri nonni. Qualche volta, vi dirò, ci sono pure riuscita. Oggi le favole sono cambiate, abbiamo smantellato la storia, riadattandola al nostro punto di vista.
La felicità parte dalle piccole cose, dalle tracce lasciate da chi è venuto prima di noi. Dovremmo trarre il meglio dai gesti e dalle esperienze passate. Il meglio.


Gli alberi infiammano il bosco e si respira odore di muschio e resina. Funghi inariditi, troppo vecchi e stanchi, si afflosciano sotto la radura. Il manto autunnale è colorato di foglie, pigne e rami secchi. La natura ritira le sue vesti estivi e ci concede il suo spettacolo. 
Si alza il sipario. Alberi di faggio scuotono le chiome. Ogni tanto i piedi svaniscono, non si vedono più, al loro posto ci sono le foglie, piccole fate capricciose. Scoppiettano al nostro passaggio. Forse ridono.
La boscaglia, sventrata qui e là, da cisterne, casette e alberi abbattuti, non smette di incantare. Ed ecco che spuntano foglie di castagno, querce, ippocastano... La vita nasce dalla morte, i funghi spuntano dai tronchi; i ragni ci salutano dai loro anfratti bui e migliaia di uccellini si abbeverano nel laghetto.
Le foglie continuano a cadere dai rami, silenziose, come piccole farfalle ramate. Talvolta scivolano in quel che io ho soprannominato "nido di tronco".
Ed è tutta qui la magia. L'autunno non ci chiede nulla eppure ci regala tutto.

Simona


Non ci si accontenta mai della bellezza. Capita che si parte per andare in un posto, e qualcosa invece ti fa finire in un altro luogo, ancora più bello. 
Oggi è il giorno dedicato al silenzio, e non c'era luogo più magico di questo dove trovarlo. 
Tra i faggi ormai spogli, l'unico rumore era quello dei nostri piedi sulle foglie secche e del nostro respiro. Di quando in quando ci fermavamo ad ascoltare quello strano silenzio ovattato dove nemmeno le mucche, incontrate prima di entrare nel bosco, facevano rumore. 
Era veramente un silenzio talmente profondo che neanche il vento riusciva a strappare un cigolio o uno scricchiolio dai rami senza foglie. Era una sorta di bosco addormentato, con le ombre degli alberi che si allungavano sul sentiero per il sole pallido e piegato verso l'orizzonte. 
Le radici sembravano mani che afferravano saldamente la terra, ed è lì, nelle loro parti nascoste giù tra i lombrichi e le zolle, che la vita continua nel respiro lento del sonno. 
Alla fine di quell'incanto, appare una veduta meravigliosa sulle rughe di Madre Terra.

Niviane da SILENZIO 


... la meraviglia nel provare il primo "freddo" sulla pelle e di vedere finalmente la BRINA, non la rugiada spacciata per gelo.





La vita nasce dalla morte...


Ogni tanto i piedi svaniscono, non si vedono più...


Il legno racconta la sua storia... anche se strappato al bosco... 



Le radici sembravano mani che afferravano saldamente la terra (cit. Niviane)




Talvolta, guardando il bosco, comprendo la paura dell'ignoto, come doveva essere spaventoso attraversarlo, in tempi in cui gli alberi crescevano e morivano, nella continua lotta del più forte... 


Sono una montanara mancata (ho sangue di città, di mare e campagna ;)), ho buono orecchio, mi piace osservare cortecce, foglie, rami. Sento l'odore dei funghi (magari sentissi pure i tartufi), delle piante di fragole e naturalmente mi piace riconoscere le tracce lasciate degli animali: i tronchi graffiati dai caprioli, le feci di lepre, i rigurgiti abbandonati dai rapaci...



***

E tornando a Magnus, il cuoco, rubo alcuni passaggi da un commento di Niviene per spiegare l'essenza dell'Arte.

Capisco perché ti piace tanto. Ho letto alcuni suoi piatti (come uova quaglia nella cenere di cacca di pecora :D, o robe col sangue affumicato di renna) che possono sembrare raccapriccianti e devono dirti come mangiarli (la cenere va tolta) ma invece sono la tradizione vichinga resa alta cucina da grande chef, e come giustamente hai detto, in quei piatti c'è tutto un territorio, con le sue materie prime, paesaggi, tradizioni, leggende.
Credo che la tradizione in cucina sia importante. A me mancano tanto i "crostini neri" di mia mamma, tradizionalissimi in toscana, figli di quella cucina dove non si butta niente, e da brava toscana tengo molto ai piatti della mia terra, i più speciali vengono sempre dalle cucine dei servi o dei poveri di un tempo. 
Lo sai che oggi studi scientifici fatti in anni hanno dimostrato che è meglio mangiare cose tradizionali, soprattutto negli ingredienti, che non roba mai vista dai nostri nonni. Il nostro DNA non le riconosce. Questo non significa non mangiare mai altre cose, si può mangiar tutto una volta ogni tanto, ma come "abitudine" è meglio affidarsi alla tradizione della propria terra, per evitare nel tempo intossicazioni, soprattutto nei soggetti ipersensibili. 
Quello che ho visto sul web nella cucina di quel Nilsson, è che non c'è traccia di robe "fusion", di rivisitazioni delle sue tradizioni... ma muschi e altre cose tutte della sua terra. È proprio un artista!

Ecco come mi sento all'interno della NATURA... un'artista. Lì celebro il mio ritorno alle radici. E se, attraverso un racconto, un'immagine, trasmetto serenità questo basta per sentirmi a mio agio. 
No, non ho, come alcuni mi hanno scritto, una vita perfetta. In questi giorni ho spazzato il vialetto, il marciapiede, il cortile. Ho riempito tre volte la carriola di foglie e fatto avanti e indietro sul prato. Ho tagliato la siepe, tolto la muffa dai muri (viviamo in una casa vecchia), curato i cavoli, cosparso la terra di letame e cenere; letame per il frutteto, che quest'anno non ha reso e cenere contro limacce e chiocciole. Ho tolto ad uno ad uno, con le mani, i bruchi dai cavoli romaneschi, che, ahimè, non stanno venendo. Lavo di tanto in tanto davanti casa, perché non piove da parecchio tempo e la polvere penetra ovunque. Combatto contro cimici e parassiti. Tra attese di geometri della Regione e permessi per "migliorare la vita", si aspetta. Nell'attesa scrivo, leggo e fotografo. Ogni cosa acquista un senso se cogliamo le luci e le ombre.

In risposta a Niviene e a Sara (con scoppio ritardato), da noi, tra le montagne Venete e Trentine, le persone lasciano sacchetti, cartacce, bottiglie di vetro e plastica. Ieri non siamo riusciti a raccogliere lo sporco incontrato, spesso Stefano ed io lo facciamo. Purtroppo, a differenza di altri, penso che a sporcare siano sia quelli della zona che quelli che vengono da fuori, la mentalità di alcuni montanari è "basta che non si vedi" (citazione vera).

10 commenti:

  1. Bellissime foto !! E' molto bello passeggiare per il bosco, ammirare la natura e sentirne i profumi, ci dona pace e ristoro. Un saluto

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  2. Innanzitutto, GRAZIE!! E che onore per me, non solo perchè nel tuo blog ma oltretutto perchè in un post così bello.

    Ma che foto incredibili! Queste sì che son belle foto. Adoro i tuoi marroni, la profondità scura del bosco, il modo in cui hai reso la luce... da questo punto di vista, la 14° foto partendo dall'alto, è incredibile, con quel tronco in primo piano, così lucido. Anche le "tracce" di animali son fotogeniche nei tuoi scatti.

    Sono d'accordo sul prendere IL MEGLIO da chi ci ha preceduto e partire da lì.
    E comunque, tornando al bosco, è certamente ciò che più di tutto ci avvicina alla semplicità. Non puoi entrare lì dentro piena di orpelli, e per sentirlo (il bosco) devi liberarti anche dei pensieri.
    La tua descrizione del bosco è magica, perché sembra proprio di sentirne l'odore e il mistero.
    E adoro la brina

    Credo che nessuno abbia una vita perfetta, nemmeno chi vuole farlo credere. Ma tornando a quello che dicevi nel post precedente, serve passione, e se c'è quella va bene anche spargere il concime, sporcarsi le unghie di colori, farsi venire il callo sulle dita, ecc... Niente è facile, ma se fatto con passione può essere gratificante. A volte, per inseguire chimere, c'è chi si perde tutto il resto che sembra poco importante, e poi si lamenta di non aver avuto niente.

    "Basta che non si vedi"... Ahahah!😂 Peccato però che quello sporco messo sotto al tappeto può fare danni importanti.
    Ps: ho sentito che c'è una zona del Vicentino dove le acque son tutte inquinate.
    E comunque, la penso come te.

    Baci 😚

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    1. Da quando frequento altri social, nel momento in cui scrivo un post sono influenzata da tante parole, frasi e gesti. Il bosco è un posto stupendo, e come dici tu non ha bisogno di orpelli. Nel vicentino è tutto inquinato, grandi lavoratori sì, ma la natura qui è un hobby e anche anche.😘

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  3. La natura ci regala sempre tanta bellezza.
    Saluti a presto.

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  4. Sono delle foto bellissime, che sembrano narrare favole di luoghi incantati... la natura è preziosa e stupeda

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    1. Grazie! Sì la natura è meravigliosa...

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  5. Da poco sono stato sulle Madonie. Necessitiamo di aria pura e silenzi emozioni quasi dimenticate.
    Buon fine settimana
    Maurizio

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  6. Sono bellissime foto che mi riscaldano il cuore... mi viene voglia di passeggiare nel bosco...

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