giovedì 7 dicembre 2017

Lezioni di felicità


Sto rileggendo "Piccole donne", un po' perché il mio saggio tratta molti argomenti relativi all'ottocento (non italiano), un po' perché amo i classici. La scrittura di Louisa May Alcott è tipicamente americana. Per capirci, la letteratura inglese  è straripante di descrizioni, perfino Virginia Woolf, che è più moderna, non si sottrae dal "bel compitino". Alcott non è una poetessa, non si sofferma sull'arredamento e il paesaggio. La sua è una scrittura chiara, umana, di pancia. 


Solitamente le ragazze vogliono essere Jo, mentre io mi ritrovo con tutte. Come Meg amo circondarmi di cose belle e piacevoli, insomma sono allergica alla povertà, chi non lo è? Come Beth sono timida, schiva e adoro la solitudine. Come Amy mi guardo spesso allo specchio e non mi piaccio. Come Jo adoro leggere e inventare storie, a modo mio. Amo la musica, l'arte e la letteratura, non sono così diversa dalle donne create da Louisa May Alcott.


Tutte vorremmo appartenere ad una famiglia allegra, moderna, capace di affrontare le avversità della vita assieme.


"Piccole donne" e "Piccole donne crescono", i libri principali della saga, racchiudono un mondo costruito sull'autenticità, l'amore, l'amicizia e la fedeltà. Valori semplici, spesso dimenticati.
Se volete sapere qualcosa di più su Louisa May Alcott: qui


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Di post questo mese probabilmente ne farò pochi. Ho trascurato la vita quotidiana per concludere i calendari e il mio primo "libro" fotografico. Il saggio è quasi terminato, mancherebbe un capitolo, tuttavia per quest'ultimo le cose sono differenti. Vorrei stamparlo, revisionarlo, farlo leggere a un paio di persone e trovare un editore diverso da Lulù. I costi di spedizione e i diritti sono altini e non dipendono da me, tra parentesi alcuni "scrittori" si ritrovano su Amazon ad insaputa di Lulù, ma tralascio gli aspetti tecnici e burocratici.
Quest'anno mi sono messa in gioco con il negozio, i calendari e questo famoso libro fotografico, che se tutto va bene arriverà sul web (http://www.lulu.com/spotlight/any72) per fine dicembre o sotto Natale. 
Certo, mi piacerebbe dirvi che ci sto guadagnando, ma, purtroppo per me, non è così. Allora perché scrivere, fotografare e trasmettere l'amore per le piccole cose? Beh, diciamo che mi piace e non ho nulla da perdere. Grazie a mio marito sono ricca, non come pensate voi. Sapete, in rete, spesso ci si vanta per quella o quell'altra cosa, nel mio caso è tutto vero. Preparo dolci, zuppe, minestre, pane, pasta, marmellate, conserve. Oggi so come è fatto un alveare, riconosco erbe, fiori e ho visto la luna come non l'avevo mai vista prima. Sì, sono una donna ricca!
Quindi perché non raccogliere il mio "amore" in un libro fotografico? E' da anni che scatto foto, col tempo sono migliorata. A differenza di altri non mi sono mai vantata, credo, né ho ostentato capacità tecniche. Non ho macchine professionali, soltanto reflex che a differenze delle automatiche hanno, per farla breve, obbiettivi e "bottoncini" migliori, tutto qui. Ho sempre scelto "lo sguardo" alla tecnica. Certo, non nego che mi "riconoscerei" tra mille.
Il mio primo libro fotografico racchiude una piccola, piccolissima, parte della "cerca", è un riassunto di questi anni passati sul web. L'anno prossimo ne farò uno sugli alberi, perché, diciamolo, amo vedermi tra i libri in sala - meno alla parete - e sapere che qualche amica o nipote apprezzi "il segreto delle piccole cose".

Ah... dimenticavo, avevo inserito la copertina sbagliata (senza titolo e firma), ora i calendari sono corretti.

Il libro fotografico non è grande, per contenere i costi.





Ringrazio Rossella per le splendide foto per me (quella della panchina è stupenda)
Ringrazio Silvia per i libri
Ringrazio Nat per l'amicizia
E tutte le mie nuove "amichette" di Facebook, su tutte Lunaspina  Shakti che ha un carattere del cavolo come la sottoscritta, ma non diciamolo!

Consigli settimanali (pensavate di cavarvela)

Segnalo la pagina di Simona Cordara (trovate alcuni links sulla sinistra della sua pagina, così mi alleggerite il lavoro ;)). Mi piacciono le sue creazioni. E poi, senza di lei, manco sapevo cosa fossero i cut cup! 
Segnalo il post di Rossella, qui ;) e l'articolo di Nat, qui 

Ed ecco alcune foto "casalinghe" dell'anno...

Se non ci sentiamo buone feste, ma, conoscendomi, torno prima...

Ps - per alcune amiche che passano di qui -: ho spedito alcuni "doni", primo, sono "pensierini", secondo, come ogni anno gli auguri sono stati scritti in velocità su una carta che potrei definire da salumiere... pardon! 












Questo alveare era nel nostro boschetto. Purtroppo non lo abbiamo notato prima e le api che ci abitavano sono morte. Tuttavia, questa tragedia ha i suoi aspetti positivi, ci insegna la vita, la precisione, l'attenzione, il lavoro, la bellezza... e ho tanta cera!


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E vi lascio con un po' di Lezioni di Felicità...


6 commenti:

  1. Di nulla! È che mi piacevano un sacco certe foto che facevi spesso ad una panchina :). Ma le mie foto son solo ricordi portati a casa nel cell.come fan tutti e se qualcuna viene bene è per puro "culo". Tu sai quello che fai, sei la poetessa dello scatto fotografico e con splendida tecnica, da sempre!!! Lo dico sul serio, non sto scherzando. In particolare, adoro il modo in cui cogli e fotografi i particolari della natura!! *.*

    Se parli di Piccole Donne sai che sfondi una porta aperta. Hai ragione, è scritto con pochi fronzoli, anche per questo mi piace. Quando lo leggevo da ragazzina, mi sembrava di avere davanti un'amica che mi raccontava una storia e leggeva delle lettere. L'ho riletto più volte, e trovo suggestiva la loro semplicità, l'accettazione, la forza. Mi piaceva la saggezza della sig.ra March, e il carattere di Jo, che era come me quando lo leggevo: aveva un grande amico del cuore maschio, aveva una sorella più grande ritenuta molto bella, lei era quello che "ai miei tempi" veniva definito "maschiaccio" (significava ragazzina sguaiata e intrepida con atteggiamenti ritenuti un pò maschili), e soprattutto viveva in un mondo tutto suo di immaginazione. Mi piaceva la loro gentilezza, ma non era del tipo stucchevole e affettata (come nei libri di Jane Austen) era solo gentilezza, e mi piaceva la sua libertà. Mi piace meno quando si fidanza col professore, ma niente è perfetto :D
    Mi ritrovo anche in Beth, timida, solitaria e silenziosa. La versione tv che mi è piaciuta di più è quella con Susan Sarandon, Winona Rider, Christian Bale (giovanissimo), Kirsten Dust (già molto brava) ecc... Mi piace che erano ragazze senza i troppi fronzoli tipici dell'epoca. Jo si chiudeva da sola di notte a scrivere in soffitta i disturbata, e anche per me la notte era particolarmente creativa. Hai ragione: chi non vorrebbe una famiglia che ti motiva e rispetta le tue inclinazioni? Credo questa sia la differenza tra me e Jo.

    Son felice quando ti sento raccontare le cose belle della tua vita, ricordo che non è sempre stato così, e mi fa piacere che hai trovato questa tua dimensione:*** <3
    È grazie

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    1. Scusa... è Kirsten "DuNst", non Dust:DD. Tempo fa Walden divenne Waldo... ancora non ho imparato a scrivere corretto con la tastiera del cell.
      :*

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  2. Anche io ho amato molto "Piccole donne" e "Le piccole donne crescono", libri che ho letto e riletto. Fra le quattro sorelle , non so bene con quale identificarmi : sono timida e schiva come Beth, indipendente come Jo, desiderosa di una casa e di una famiglia come Meg, un pò ambiziosa come Amy. Complimenti per le belle foto e un saluto.

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  3. Sono contenta per te, è sempre bello vedere il frutto del tuo lavoro, specie se qualcosa la si fa principalmente per passione :) Non vedo l'ora che arrivi tutto :*
    So che un'amica si è auto-pubblicata con Amazon (possibile?), non ho idea se ci guadagni ma magari costa meno di Lulù, non saprei :)
    Ho commentato solo ora l'altro post, sorry, intanto bellissime foto :*

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  4. Mi scuso se non vi ho risposto, ma in questi giorni sono presa dalle follie di dicembre ;)

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