lunedì 18 dicembre 2017

Storie di fine anno



Clementina Lady Hawarden (1822-1865) - fotografa inglese

Clementina è morta a quarantadue anni. Certo, questa notizia non fa "Natale", in ogni caso, non posso fingere e blaterare "quanto vorrei vivere nell'epoca Vittoriana". Ora, di Clementina non si sa quasi nulla: aveva otto figli, era di buona famiglia e fotografava, soprattutto le figlie. Probabilmente ad ucciderla è stata la sua passione, fatta di sostanze chimiche e particelle per imprigionare il tempo: nitrato d'argento e collodio. 
Clementina spostava i mobili per donarci una "messa in scena" teatrale, quella che ci fa esclamare: "Quanto è figo vivere nell'ottocento!".

Elizabeth Jane Cochran (1864-1922) - giornalista statunitense

Elizabeth è morta a cinquantotto anni, di polmonite come Clementina, tuttavia ha avuto una vita piena, costruita sulla testardaggine. Elizabeth è famosa per il suo giro del mondo in soli 72 giorni, imitando il protagonista del romanzo di Verne ne "Il giro del mondo in ottanta giorni". Questa cosa mi fa sprofondare, come al solito, nel mare dell'immaginazione, tra mongolfiere, scafandri e dirigibili rischio di perdere il filo del discorso. Dove ero rimasta? Ah sì, Elizabeth Jane Cochran, come altre protagoniste di quel tempo, era reduce da un'infanzia e un'adolescenza pesanti. Ad ogni modo, non si perse d'animo e con lo pseudonimo di Nellie Bly diventò una giornalista investigatrice. Scrisse sui bambini non desiderati, sulla vita delle operaie, sugli istituti di carità e sul lavoro delle domestiche. Sotto copertura sfidò l'insensibilità dell'epoca, e da infiltrata vide con i propri occhi la crudeltà di un sanatorio femminile, Women's Lunatic Asylum. Bastava essere straniera, ripudiata e povera per finire internata. Come Nellie Bly raccontò di stanze congelate, di acqua ghiacciata, di vasche sporche, di celle sovraffollate (il manicomio conteneva più di milleseicento donne), di cibo andato a male, di maltrattamenti e disumanità. Grazie a lei aumentarono le sovvenzioni per il sanatorio femminile.


Noi donne, e non parlo delle giovani di oggi, abbiamo seguito un certo tipo di letteratura, che fatalità è stata scritta dal gentil sesso: "Anna dai capelli rossi" di Lucy Maud Montgomery (1874-1942); "Il giardino segreto" di Frances Hodgson Burnett (1849-1924), "Piccole donne" di Louisa May Alcott (1832-1888), "Pollyanna" di Eleanor Hodgman Porter (1868-1920), "Heidi" di Johanna Louise Spyri (1868-1920), "La primula rossa" di Emma Orczy (1865-1947), "Pattini d'argento" di Mary Mapes Dodge (1831-1905) ecc.

Per chiudere l'anno, oltre alle precedenti, vorrei ricordare:

- la scrittrice statunitense Harper Lee (1926-2016) per "Il buio oltre la siepe". Lo scrittore J. R. Lansdale deve molto alla signora Lee.

- L'inaffondabile Margaret Brown (1867-1932). Purtroppo ho visto la sua casa da fuori (Denver) e non sono riuscita a visitare gli interni.

- Colei che mi ha fatto sognare con Poirot, tra Nilo e Orient Express: Agatha Christie.

E oggi? Beh oggi ci sono le James – quella delle sfumature, le Meyer, le Rowling, le Kinsella, le Fielding, le Lackberg ecc.
Altre volte: Allende, Lois Lowry, Atwood (e non parlo solo de “Il racconto dell’ancella” che va tanto di moda) e naturalmente tutte le Yourcenar e le Duras che mi hanno fatta crescere.
I libri vanno presi per quello che sono: pomposi, noiosi, boriosi, allegri, vanesi, sempliciotti. A volte ci fanno sognare, altre volte pensare. Ci sarà sempre quello che preferirà Ovidio ad Edgar Lee Masters.  
L’amore che ho per gli scrittori dell’ottocento è legato alle loro vite, ed è per questo che mi piace, ad esempio, il medioevo. Non mi soffermo sulle battaglie, le pestilenze, ma sui colori delle chiese, oggi sbiaditi, che un tempo sbalordivano i pellegrini. Sapere che Charlotte Bronte mette sé stessa in Jane Eyre, raccontando la sua esperienza negli istituti per l’infanzia, va oltre il romanzo. Quello che manca, spesso, alle scrittrici moderne è l’esperienza/la ricerca. E’ come dire che tutti possono scrivere senza aver vissuto. Banana Yoshimoto è diretta, sintetica, quasi fumettistica, perché fa parte della sua cultura.
Ha ragione Silvia (sempre lei) quando dice “devo leggerla perché è donna?”. Al di là che bisognerebbe leggere quel che ci pare, forse noi, donne e uomini, dovremmo comprendere che il successo centenario di Tolkien è dovuto al modo di raccontare. Ora, mi direte che le sfumature hanno un discreto successo, certo, anche i giornaletti da un penny lo avevano!

Buon Natale!


Ci si rivede a gennaio…

ps: mi scuso per gli errori, ma si sa sono brava a notare quelli degli altri e non amo rileggermi. 

25 commenti:

  1. Molti libri recenti secondo me tra cento anni non venderanno più, invece quelli che hai citato e molti altri avranno sempre un valore. I testi erano più colorati, più vivi... ora vedo molte trame banali affrontate superficialmente, storie da leggere per passare il tempo, per fare numero in una casa. Possono piacere, ma anche no!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Probabilmente la vita, al tempo, era più dura e le parole, il testo, avevano un significato vero. Non sono una che difende un solo tipo di letteratura, ad ogni modo girano tante cavolate, che anch'io leggo per passare il tempo ;)

      Elimina
  2. Molto interessante!
    Ti auguro delle serene feste.

    RispondiElimina
  3. Non so quante volte ho letto e riletto "Piccole donne" e "Le piccole donne crescono", Ci sono state estati passate con i gialli di Agatha Cristie, e "Pattini d'argento " e quanto ho riso con la Kinsella e la serie di "I Love Shopping"......Ora che ci penso, anch'io leggo quasi sempre romanzi scritti da donne ...sono quelli che sento più vicini.. Tanti, tanti auguri di buone feste e un saluto

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La Kinsella è bravissima a far ridere, i britannici, penso a "About a boy" di Honrby, hanno quella marcia in più. Da ragazzina amavo Poirot, ho letto tutte le sue avventure. Buonissime feste anche a te!

      Elimina
  4. Ti leggo sempre anche se non commento!!!!! ;-) :-*

    Buone Feste!!!!!!! :-****
    Sara

    RispondiElimina
  5. Buongiorno, bellissimo post!
    Un caro saluto scusami vado un pò di corsa...Un abbraccio!

    RispondiElimina
  6. Anche a me piacciono quelli che sono scritti dalle donne di un'altra epoca...
    Si avvicina il Natale, tanti auguri e buone feste!

    RispondiElimina
  7. In effetti questa foto lo farebbe proprio esclamare :)

    Il giardino segreto! Che nostalgia... Lo presi a prestito in biblioteca da piccola, devo assolutamente comprarlo :°

    Volevo chiederti se hai visto l'ultimo adattamento cinematografico di Poirot e se ti è piaciuto, con tutti quegli attori famosi ho paura che sia un po' meh :s

    Mi sa che se facessi una media scoprirei di aver letto più autori uomini che donne :P Credo dipenda dal genere letterario, e sì, è il modo di raccontare a colpirmi, dal prolisso Tolkien all'asciutto Asimov :) Ah come vorrei saper scrivere :°

    Gli auguri te li faccio poi, un abbraccio :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. In verità credo di aver letto più scrittori che scrittrici. Poi, per carità sono cresciuta con Pollyanna, Anna dai capelli rossi e bla bla bla. E manco mi piacevano, soprattutto Pollyanna. Diciamolo, sono una che si fa gli affari degli altri. È più facile che io sappia cosa diceva o cosa facesse al bagno Asimov che leggere i suoi libri. Poi, tiferò sempre per Bradbury.

      Ieri è arrivato il Kindle, ho quasi finito di leggere la cronaca di
      Elizabeth Jane Cochran, sul manicomio (che bella lettura natalizia), vedi sopra, e ho iniziato "il giardino segreto". Insomma, sto già usando il mio giocattolo, anche perché qui i libri non ci stanno più, ma non diciamolo in giro. E' il massimo per scrivere un saggio (spiegherò)! 😉 Questo per dire che leggo tanti racconti, fiabe, molti saggi e biografie. Ora, ho pure un libro su come disegnare le mappe. Per i romanzi ho meno tempo, ahahahah

      Forse vado domani a vedere il film, più per Kenneth e Poirot che per il film in sé...

      Farò un post sui regali di dicembre!

      Concordo con te in merito alla scrittura. Però i racconti per ragazzi sono racconti e non pretendono di essere qualcos'altro, il problema semmai è che oggi oltre alla scrittura asciutta, e non parlo di Asimov o Hemingway, non c'è profondità. Comunque hai perfettamente ragione, un giorno verrò a trovarti così ci confrontiamo, perché tendiamo a dire le stesse cose e poi mi tocca citarti per darti ragione! 😉

      Un abbraccione

      Elimina
  8. Sono sul cellulare e appena riesco aggiorno il post. Titti fa dei bellissimi post, questo è stupendo: http://imonologhi.blogspot.it/2017/12/chushingura-uchiiri-dei-47-ronin.html?m=1

    Ancora buone feste!

    RispondiElimina
  9. Io leggo prevalentemente autrici donne. Che nostalgia il Giardino segreto!
    E la foto di Clementina!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Sto rileggendo il Giardino segreto! :)

      Elimina
  10. Agatha Christie... da ragazzina ero fissata con i gialli. Mi piaceva anche Hitchcock, i suoi film.
    Leggo di tutto, ma trovo che spesso le autrici donne ci mettono più cuore, e passione, e non parlo solo dei romanzi, ma anche di saggistica ecc.. . Forse è una mia impressione.
    :***

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anch'io leggo un po' di tutto. :) Vado a giorni ed annate, ci sono periodi che leggo scrittori, altri che leggo scrittrici. Oggi soprattutto saggi e biografie. ;) :*

      Elimina
  11. Buongiorno Simona,
    graziee per l'amicizia su gplus!
    Post interessante, anche se devo dire che non erano solo le donne a vivere situazioni disagiate nell'Ottocento (e prima, così come dopo. Dickens è stato strappato alla sua famiglia per i debiti del padre, Wilde è stato incarcerato perché era gay, Rimbaud è morto giovanissimo lontano da Verlain, Hugo è stato esiliato...
    Insomma, ce n'era per tutti purtroppo.
    Detto questo, per me che oltre a essere una scrittrice sono anche un'attenta lettrice, dico che il sesso dell'autore non fa differenza: conta il cuore, la capacità di raccontare e la tecnica.
    Il resto è superfluo!
    Un abbraccio e buone feste.
    Se vuoi passare a trovarmi, questo è il mio blog:

    https://francescavanniautrice.blogspot.it/

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Il post è al femminile, tuttavia non ho scritto che gli uomini se la passassero meglio, soprattutto perché di Wilde ho letto tutto. Non ho detto, c'è un fraintendimento nei commenti, che preferisco le scrittrici agli scrittori, leggo tutto! Che poi ogni tanto scriva di donne, spesso dimenticate, è un'altra storia. Ho citato la mia amica Silvia, che si chiede, visto i post che faccio "sulla riscoperta di certe scrittrici, se bisogna leggerle perché donne. Ma, non faccio paragoni. È come quando uno parla dei maltrattamenti sugli animali e un altro esclama "Ai bambini non ci pensi?". Della serie "i problemi sono ben altri".

      Ci sono libri scritti bene e libri scritti male, parafrasando Wilde.

      Grazie per la visita.

      Buone Feste!

      Elimina
  12. Interessante post al femminile...
    Tantissimi Auguri di Buone Feste!!!
    Maris

    RispondiElimina
  13. Anche io leggo di tutto, non faccio differenze.
    Bel post, ti auguro buone feste.
    Un abbraccio, Ofelia.

    RispondiElimina
  14. Io leggo un po' tutto, a seconda dell'umore e a seconda del momento.

    RispondiElimina
  15. Donne, scrittrici e no, che hanno lasciato un segno nel percorso intricato e a volte periglioso della vita.
    Un grande augurio di Buone Feste.

    RispondiElimina