giovedì 31 gennaio 2019

Imbolc - primo febbraio



Tradizioni

In Irlanda alla vigilia di santa Brigida, il 31 gennaio, veniva fatto "un letto di Bride" con paglia, e gli abitanti urlavano "Bride entra, il tuo letto è pronto!"
Nella tradizione celtica Brigantia o Imbolc era il momento in cui la Dea fanciulla sostituiva la Grigia Dea dell'inverno.
Ne "Il ramo d'Oro" Frazer racconta che nelle Ebridi la padrona di casa e le domestiche vestivano da donna un fascio di avena, lo ponevano in un grosso paniere insieme ad un bastone di legno, lo chiamavano "il letto di Briid". La padrona e le domestiche prima di dormire urlavano: "Briid è venuta, Briid è la benvenuta." 
Il mattino seguente, se trovavano tra le ceneri del camino l'impronta del bastone di Briid lo prendevano come presagio di un raccolto abbondante.
Nell'Isola di Man, durante la vigilia del primo febbraio, si organizzava una festa chiamata Laa'l Breeshey, in onore della Signora irlandese che si recò nell'isola per ricevere il velo dalle mani di San Maugoldo. Si raccoglieva un fascio di giunchi verdi, e reggendolo fra le braccia sulla soglia di casa, si invitava Santa Brigida ad alloggiare lì per quella notte. Santa Brigida simbolizzava l'antica Dea pagana della fertilità, nascosta sotto le "ceneri" dal cristianesimo.




Questo giorno è conosciuto come: Inbolc, Imbolc, Imbolg, Candelora, Candlemas, Festa delle torce, Oimelc, Festa delle candele, Lupercus, Festa di Pan, Brigantia, Juno Februata.

La festa di Santa Brigida, che si celebra ad esempio nelle Highlands scozzesi, il primo febbraio, vigilia della Candelora, era una delle quattro feste irlandesi ricordate da Cormac, vescovo di Cashel nel decimo secolo. Nella Britannia veniva mantenuto un fuoco perpetuo nel tempio che i Romani avevano dedicato a Minerva, ma che in realtà era Brigit  (guaritrice e patrona dei bardi). Questa tradizione si conservò a lungo, fino alla soppressione dei monasteri compiuta da Enrico VIII. Le suore di Santa Brigida, a Kildare, tenevano acceso un fuoco che, subito dopo la sepoltura della santa, si sarebbe riacceso sulla sua tomba. Quel fuoco, si dice, possedeva alcune proprietà magiche. Kildare significa "chiesa delle querce",  molto probabilmente era stato un "nemeton", un bosco sacro celtico. Le suore, in numero di diciannove, vegliavano a turno il fuoco durante la notte. La ventesima sera l'ultima suora ammucchiava i ceppi sul fuoco e lo abbandonava sussurrando: "Brigida, abbi cura del tuo fuoco, perché questa notte ti appartiene!". Il giorno dopo le suore trovavano il fuoco ancora acceso. La festa di Santa Brigida apriva il mese di febbraio, che da secoli era il mese della purificazione. In latino februare vuol dire "purificare, fare delle espiazioni religiose". A Roma, nel calendario, fino alla riforma di Giulio Cesare, febbraio, che concludeva l'anno, era il mese dei morti. Vi si celebravano i Februali, che si dicevano creati da Numa Pompilio, successore di Romolo, al quale si doveva l'organizzazione religiosa del paese. Questa antica festa dei morti si faceva di notte, alla luce delle torce, mentre i templi erano chiusi. Il 15 febbraio avevano luogo i Lupercali, in onore di Luperco, uccisore di lupi il cui tempio, il Lupercale, era la grotta, sotto il Palatino, nella quale Romolo e Remo erano stati allattati dalla lupa. Luperco era conosciuto anche come Fauno, perché era il protettore delle greggi e dio della fecondità. Durante i Lupercali, i sacerdoti del Dio, nudi e con una pelle di capro sulle spalle, percorrevano le strade di Roma sferzando la folla con corregge ritagliate, provenienti dal capro che era stato da poco ucciso. Le donne che non potevano fare figli allungavano le mani e tendevano la schiena nella speranza di essere fecondate. La celebrazione dei morti era collegata alle promesse di fecondità futura, infatti si diceva che i nuovi nati erano i morti reincarnati. Bisognava espiare prima dell'inizio dell'anno le vecchie colpe e purificarsi, in quanto si pensava che Luperco avesse ucciso la Lupa che aveva nutrito Romolo e Remo. Nel calendario cristiano si è conservato questo significato, nel 494 i Lupercali furono soppressi da papa Gelasio, che li sostituì con la festa della Purificazione della Vergine, la Candelora o festa delle candele, dove veniva effettuata la benedizione dei ceri (della luce nuova), rito mutuato da un'altra fonte pagana, ma di origine celtica.
I celti festeggiavano Imbolc o Oimelc. I rituali non prevedevano grandi banchetti né sacrifici. Una delle celebrazioni decisive era la benedizione delle mandrie, fatte passare in mezzo al fuoco dei falò e cosparse di acqua lustrale proveniente da fonti magiche e sacre, accuratamente purificate dai druidi. In questo modo i celti pensavano di poter esorcizzare eventuali pericoli di epidemie. Molte cerimonie avvenivano nel nome della Dea Brigit, la donna saggia, patrona del fuoco e capace di guarire gli animali e gli uomini. Il culto di Brigit era diffuso soprattutto in Irlanda. Con l'avvento del Cristianesimo, Imbolc fu ferocemente contrastata dalla chiesa cattolica.


Benedizione per il lavoro


Questo piccolo rito nasce in Irlanda (oltre ad averlo trovato nel libricino di Nicola de Pulford, vi posso assicurare di aver visto cose simili proprio nei dintorni di Cashel, Irlanda)
Ingredienti: viticci di foglie di edera, nastri, un simbolo del vostro lavoro, un'offerta simbolica (ad esempio un fiore), latte e miele.
Raccogliete l'edera e formate con cura una ghirlanda, facendole assumere la forma del nodo di Brigida. Mettete la ghirlanda accanto al focolare o alle candele (non fatela bruciare!!!!). Ornate la ghirlanda con nastri e ponete in mezzo al nodo il simbolo del vostro lavoro (ad esempio un bigliettino da visita), quindi mettete l'offerta simbolica (un fiore ad esempio) accanto alla ghirlanda. Mescolate un cucchiaino di miele in un bicchiere di latte caldo, bevetene un sorso ed esprimete il vostro desiderio legato al lavoro.


Nella tradizione druidica questo giorno è chiamato Imbolc o Oimelc. Rappresenta i primi giorni di vita della primavera, in cui la Dea madre viene onorata con otto candele che emergono dall'acqua, al centro del cerchio cerimoniale. In gaelico Imbolc significa "nel grembo" ed è il giorno sacro della dea celtica Brigid, dea della poesia, della guarigione, del ferro e del fuoco. La religione cristiana ha trasformato questa festa chiamandola Candelora, il momento della presentazione di Cristo al Tempio di Gerusalemme, la festa della purificazione della Vergine Maria. Per molto tempo i papa hanno tentato di fermare le sfilate di candele per le vie di Roma, in questo periodo dell'anno, finché fu proposto di fare entrare il popolo in chiesa in modo che i preti potessero benedire le candele. Un tempo Imbolc/Oimelc veniva chiamata, dai celti, anche Brigantia (dal nome della Dea Brigit o Brigid), ed era la festa del latte di pecora, durava dal tramonto del 31 gennaio al tramonto del 2 febbraio. Imbolc o Oimelc era la prima festa della primavera celtica, quando nascevano gli agnelli.
Imbolc rappresenta il tempo per iniziare qualcosa di nuovo. E' il periodo ideale per allontanare le vecchie abitudini, per purificarsi.

Articolo scritto nel luglio del 2007

Fonti: "Celti - una civiltà europea", "Il ramo d'oro" di Frazer, "Il vischio e la quercia" di Riccardo Taraglio, "The Book of spells" di Nicola de Pulford, "Calendario, le feste, i miti, le leggende e i riti dell'anno"

6 commenti:

  1. Davvero molto interessante. Grazie.
    sinforosa

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  2. Da brava romana adoro tutto ciò che affonda le sue radici - anche - nella religione romana arcaica e questa è una delle feste che preferisco a livello di folclore (non me ne voglia Halloween!). Grazie per questo bel post sulla Candelora :)

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  3. Molto interessante, alla ricerca delle radici del passato e delle tradizioni di un popolo fiero e mai domo.

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  4. Felice Imbolc carissima :****

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  5. Ciao, molto interessante. Mi piace quando si parla di tradizione.

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  6. Felice Imbolc cara ♥
    Una meravigliosa descrizione di questa celebrazione che quest'anno mi è scivolata fra le dita silenziosamente. Spero di aver lasciato le luci accese al calar del sole, così da permettere alla primavera di arrivare.
    Un abbraccio, a prestissimo!

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